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sabato 4 novembre 2017

NOOSFERA,SVILUPPO DEL PENSIERO E FUTURO DELL'UMANITA' - TEILHARD DE CHARDIN: Pellegrino dell'avvenire e testimone del futuro


Tei1hard de Chardin è stato il primo a vedere l'intero universo coin­volto in un unitario processo evolutivo: «dalla materia allo spirito» 1.
L'idea di un mondo, e non solo il mondo viventema la terra e attorno a lei le galassie e l'universo, coinvolto in un unico processo di trasformazione, in cui i vari cambiamenti sono interrelati è deri­vata a TdC dalla lettura di Darwin e dalle sue personali ricerche di paleontologia umana.
Questa idea però ha avuto una continua serie di conferme dagli astronomi 2 3, dai fisici in quanto studiosi della struttura della materia 4, dai biologi molecolari ed è entrata nello «spirito dei tempi» ormai da alcuni anni, indipendentemente dalla conoscenza dell' opera dell' A., ancor oggi relegata a patrimonio culturale di pochi.
Imerito di questa dilatazione al grande pubblico della visione teilhardiana del «mondo in divenire» va al pericolo atomico, e forse anche alla grande speculazione ideologica sulla minaccia rappresen­tata dalle centrali nucleari, negli anni dopo Chernobil. Inoltre in questo periodo è cresciuta anche una specie di diffusa ribellione in­teriore all'idea di avere in mano armi di cui non conosciamo la po­tenziale potenza distruttrice: l'uomo possiede l'energia atomica e non è in grado di prevenire pericoli come appunto Chernobil; l'uomo sta distruggendo la flora e la fauna e forse inquinando irreversibil­mente l'atmosfera, l'uomo è in grado di modificare il genoma, e quindi il fenotipo di piante e animali, e quindi potenzialmente del­l'uomo stesso.
Di qui l'altra «idea guida» (cioè idea che è venuta a far parte della coscienza popolare) teilhardiana: una preoccupazione genera­lizzata, che accomuna gli uominiè infatti esattamente il quadro della «noosfera», che egli definì come la «corteccia pensante» della terra e alla quale secondo lui si sarebbe giuntquando tutte le intel­ligenze sulla crosta terrestre fossero arrivate alla possibilità tecnica di una informazione (e quindi un'emozione) generalizzata (Teil­hard de Chardin 6) e quindi di un potere decisionale comune.

NOOSFERA,SVILUPPO DEL PENSIERO E FUTURO DELL'UMANITA' - TEILHARD DE CHARDIN: Pellegrino dell'avvenire e testimone del futuro

sabato 21 ottobre 2017

Pierre Teilhard de Chardin



Papa Paolo VI, nel 1966, in un discorso sulle relazioni fra scienza e fede, definì padre Teilhard de Chardin  uno scienziato che aveva saputo, scrutando la materia, trovare lo spirito, e che aveva dato una spiegazione dell'universo capace di rivelare in esso la presenza di Dio, la traccia di un Principio Intelligente e Creatore (cfr. Allocuzione , 24.2.1966, Insegnamenti , IV (1966), pp. 992-993). Più recentemente il card. segretario di Stato Agostino Casaroli, in una lettera del 12 maggio 1981 inviata dal a mons. Paul Poupard, Rettore dell' Institut Catholique di Parigi, a motivo del centenario della nascita del paleontologo francese, scriveva  che in lui «una forte intuizione poetica del valore profondo della natura, una acuta percezione del dinamismo della creazione e un'ampia visione del divenire del mondo si coniugano con un incontestabile fervore religioso».
Padre Teilhard de Chardin rimane un esempio di uomo di scienza e di fede impegnato coraggiosamente nella sua epoca. Le sue ricerche scientifiche non gli impedirono di essere nello stesso tempo un maestro spirituale capace di intuizioni folgoranti che rimarranno scolpite nella storia del pensiero umano: “In ciò che Egli ha di più vivo e di più incarnato, Dio non è lontano da noi, fuori della sfera tangibile; ma ci aspetta ad ogni istante nell'azione, nell'opera del momento. In qualche maniera, è sulla punta della mia penna, del mio piccone, del mio pennello, del mio ago, – del mio cuore, del mio pensiero. È portando sino all'ultima perfezione naturale il tratto, il colpo, il punto al quale mi sto dedicando, che coglierò la Meta ultima cui tende il mio volere profondo.”
Pierre Teilhard de Chardin | DISF.org




giovedì 19 ottobre 2017

Accadde il 19 OTTOBRE



1910
Nasce Subrahmanyan Chandrasekhar, matematico e fisico pakistano, premio Nobel per la Fisica nel 1983, assieme William Fowler, per i suoi studi sul collasso gravitazionale e sulle stelle nane bianche. Si occupò anche di problemi filosofici della scienza, pubblicando il volume Verità e bellezza. Le ragioni dell'estetica nella scienza (Milano 1990). Muore a Chicago il 21 agosto 1995.

mercoledì 4 ottobre 2017

Onde gravitazionali, il Nobel per la Fisica 2017 agli scopritori


Rainer Weiss, Barry C. Barish e Kip S. Thorne hanno scoperto le onde previste da Einstein 100 anni fa. Un premio che tocca anche l’Italia: menzionate le collaborazioni con la stazione italo-europea.

Un premio Nobel annunciato: per la fisica quest’anno sono stati premiati gli scopritori delle onde gravitazionali. Rainer Weiss (classe 1932) di origine tedesca ma al Mit di Harvard già dal 1962, Barry C. Barish nato nel 1936 a Omaha nel Nebraska nel 1936, professore al Caltech californiano, e Kip S.Thorne nato a Logan (Utah), anche lui al Caltech, sono i tre nuovi laureati dall’Accademia delle scienze svedesi e vincitori dell’ambitissimo riconoscimento di nove milioni di corone svedesi. «Con entusiasmo e determinazione» dice un comunicato del Nobel, hanno condotto la collaborazione americana Ligo di un migliaio di ricercatori di 24 nazioni a rilevare il 14 settembre 2015 la prima onda gravitazionale prevista dalla teoria della relatività di Albert Einstein nel 1915, esattamente un secolo prima.



I tre laureati hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo e nelle ricerche legate al Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO), il doppio interferometro che il 14 settembre del 2015 ha osservato per la prima volta le onde gravitazioni

Weiss (l'ideatore di LIGO) e Thorne (il teorico) possono essere considerati i due padri dello strumento, mentre Barish è lo scienziato che ha portato a completamento il progetto.

Tutti e tre  hanno lavorato per quasi 40 anni per rendere possibile la prima osservazione delle onde gravitazionali. Ma occorrerebbe ricordare anche lo scozzese Ronald Drever, le cui ricerche sono state fondamentali per questo risultato, che il Nobel l'avrebbe vinto pure lui se non se ne fosse andato il 7 marzo di quest'anno. 



martedì 4 luglio 2017

100 anni fa nasceva Ilya Prigogine (1917 - 2003)



Il ricordo di una nascita è sempre un’apertura verso il futuro. Un futuro da creare partendo proprio dalle rivoluzioni scientifiche di autori come Ilya Prigogine (Mosca, 25 gennaio 1917 - Bruxelles, 28 maggio 2003).
Premio Nobel per la chimica nel 1977, grazie alla sua teoria sulle strutture dissipative, ha svolto un ruolo decisivo nella nascita della scienza contemporanea della complessità.

Fin dai suoi primi studi è stato mosso dall’idea di un universo in accordo con la nostra esperienza più intima, grazie soprattutto alle letture di H.Bergson. Per fare ciò, era necessario discostarsi dal punto di vista della fisica classica e dalla nascente relatività di Einstein. Le teorie scientifiche di inizio Novecento si basavano ancora sui presupposti della meccanica classica, la quale descriveva una natura passiva, costituita da traiettorie deterministiche e reversibili, caratterizzata da una costante semplificazione dei fenomeni naturali. 

Prigogine si servì soprattutto di una specifica interpretazione del secondo principio della termodinamica per confutare il concetto di reversibilità: questo principio dimostrava che in un sistema chiuso l’entropia tende a crescere fino ad un massimo, ovvero il suo stato di equilibrio. 

Ciò implicava essenzialmente una freccia del tempo, un’irreversibilità del fenomeno che genera delle modifiche dalle quali non si può tornare indietro, come la perdita di calore o lavoro.100 anni fa nasceva Ilya Prigogine (1917 - 2003) | DISF.org:

giovedì 1 giugno 2017

Italo Calvino - di Rosa Maria Mistretta



Rappresenta una delle figure più complesse nel panorama culturale italiano del secondo dopoguerra.
Nacque a Cuba, a Santiago di Las Vegas, nel 1923. Nel 1925 si trasferì a San Remo dove visse l'infanzia e l'adolescenza. La famiglia lo educò all'interesse per la scienza (il padre era astronomo e la madre naturalista). Partecipò giovanissimo alla Resistenza in Liguria. S'iscrisse dopo la liberazione al Partito Comunista, da cui uscì dopo i fatti d'Ungheria del '56, pur mantenendosi uomo di sinistra.Si laureò in lettere a Torino, dove entrò in rapporto con Vittorini e Pavese.
Il suo primo prodotto narrativo è Il sentiero dei nidi di ragno (1947), un romanzo breve in cui l'evocazione della Resistenza è condotta in maniera ilare e spregiudicata.

mercoledì 31 maggio 2017

Scienza e Arte: Camillo Sbarbaro, il poeta lichenologo, di Rosa Maria Mistretta


La vita di un poeta schivo il cui passatempo fu quello di collezionare licheni.

Da "Addio ai licheni":
"Ancorato ai licheni mi ha forse
la notizia che non si sa cosa
siano; ma quel che in essi mi
commuove è la prepotenza di
vita. In quanti si contendono il
minimo spazio! Diversi di forma,
di colore, di portamento e,
per la scienza, di specie (e
quindi di genere, di famiglia,
di tribù...) si pigiano in tanti
sullo stesso pezzetto di corteccia
o di pietra da essere costretti
a scavalcarsi a invadersi a
vicenda..."
Camillo Sbarbaro nacque a S. Margherita Ligure nel 1888. Avviatosi a studi classici, già al liceo compone versi che poi saranno raccolti nel volumetto Resine, del 1911. Pubblica nel 1914 la raccolta poetica Pianissimo. Dopo la guerra si stabilisce a Genova, dove entra in contatto con Montale, la cui poesia nel suo primo tempo (fino ad "Ossi di seppia", 1925) risentirà in maniera decisiva dell'influsso di Sbarbaro. Nel 1920 è pubblicata la raccolta di prose Trucioli.
http://archivio.torinoscienza.it/dossier/scienza_e_arte_camillo_sbarbaro_il_poeta_lichenologo_4154.html

lunedì 15 maggio 2017

Hans Bethe e la sorgente di energia per la vita, di Rosa M. Mistretta




D'origine tedesca, nato nel 1906 a Strasburgo, Hans Bethe è stato premio Nobel per la fisica nel 1967 per aver individuato nei processi di fusione dei nuclei atomici i meccanismi di produzione di energia all'interno delle stelle.
Oggi sappiamo che nel Sole la conversione in elio di una quantità di idrogeno pari ad una capocchia di spillo genera più energia della combustione di migliaia di tonnellate di carbone: la potenza totale emessa dalla nostra stella nello spazio è pari a 382.000 miliardi di miliardi di chilowatt ! (Ciò significa che la nostra stella emette in un solo secondo più energia di quanta ne abbia consumata l'umanità in tutta la sua storia.)

giovedì 27 aprile 2017

Konrad Lorenz ( 1903 - 1989 ), di Rosa Maria Mistretta


Fondatore dell'etologia, dello studio comparato del comportamento degli animali e dell'uomo.






"È motivo di sempre nuova ammirazione che la natura crei tutte le sue grandi opere senza mai trasgredire alle sue stesse leggi" da Konrad Lorenz, Il cosiddetto male .
Konrad Lorenz fu insignito nel 1973 del Premio Nobel per la fisiologia e la medicina, insieme a N. Tinbergen e K. von Frisch.
Nato ad Altenberg, un paese austriaco sulle rive del Danubio, nel 1903, ha ufficialmente inaugurato l'era moderna del comportamento animale.
Studiò medicina, ma la sua vera passione era la zoologia, che nutrì fino a laurearsi anche in questa disciplina. Studiò il comportamento degli animali, a partire dagli uccelli e il Danubio fu per lui lo scenario ideale per osservazioni ed esperimenti con taccole ed oche.
Non smise di studiare e di scrivere neanche durante i quattro anni di prigionia in guerra: infatti, le sue riflessioni, riportate sulla carta dei sacchi di cemento, sono state pubblicate postume in L'altra faccia dello specchio . Il periodo dopo il ritorno dalla prigionia è caratterizzato da un intenso lavoro nel campo della ricerca sul comportamento, che si concretizzò in ampliamenti e conseguenze essenziali per questa disciplina.
Dal '61 al '73 rivestì la carica di Direttore dell'Istituto Max Plank per la fisiologia del comportamento, in Baviera. S'intensificava intanto il suo impegno per la tutela dell'ambiente: nel '72 partecipò alla redazione del manifesto del "Gruppo ecologico".
Konrad Lorenz osservò con acutezza il comportamento degli animali, di cui ha sempre voluto circondarsi, non solo nei laboratori universitari, ma anche nella sua vita privata. Lorenz visse a Seewiesen, nell'Alta Baviera, in un paradiso terrestre dove numerosi animali, tra loro difficilmente compatibili, si muovevano liberi con lui, l'uomo che aveva voluto stabilire con i suoi singolari ospiti una relazione di reciproco rispetto, fatta di mille sottigliezze psicologiche. La sua magnanimità fu ripagata da alcune fondamentali scoperte scientifiche, rese possibili soltanto dall'osservazione degli animali in libertà.
Gli studi di Lorenz su rito e cerimonia, codice di comportamento, territorio, significato dell'aggressività, natura degli istinti, imprinting hanno aperto prospettive per riconoscere la ricchezza di significati anche nei fatti più primitivi del comportamento animale, riuscendo così a rimuovere i più rozzi schemi behaviouristici o antropomorfizzanti.
Anche la psicologia ha trovato uno stimolo e un ausilio prezioso in queste ricerche, che collocarono il comportamento umano di fronte all'incredibile varietà di comportamenti animali. Tuttavia, la notorietà dello scienziato non fu solo scientifica, ma anche umana: ammoniva gli uomini a rispettare la natura, per superare l'emergenza ambientale. Tra gli aspetti più importanti della personalità di Konrad Lorenz, accanto alla fantasia, alla gioia di vivere e all'umorismo, emerge la tendenza al gioco, la predisposizione ad un approccio ludico alle cose che lo circondano, poiché il gioco è solitamente connesso all'apprendimento.
La natura appare a Lorenz come un tessuto continuo e indissolubilmente intrecciato. Divulgatore impareggiabile, ha contribuito ad accrescere la sensibilità verso gli animali, rendendo partecipi tutti delle loro straordinarie condotte. Che i pesci possano essere molto passionali, che le tortore siano più feroci dei lupi con gli animali della propria specie, che le volpi siano molto meno furbe dei cani, che un'oca possa credere di appartenere alla specie umana, e in particolare di essere la figlia dello scienziato che l'ha "covata" ha inaugurato l'ingresso degli animali nella storia.
Morì ad Altenberg nel 1989
Le sue opere:
  • 1949 L'anello di re Salomone.
  • 1950 E l'uomo incontrò il cane.
  • 1963 Il cosiddetto male.
  • 1965 L'evoluzione e modificazione del comportamento.
  • 1973 L'altra faccia dello specchio. Per una storia naturale della conoscenza.
  • 1974 Gli otto peccati capitali della nostra civiltà.
  • 1974 L'altra faccia dello specchio.
  • 1980 L'etologia, fondamenti e metodi.
  • 1983 Il declino dell'uomo.
  • 1985 Natura e destino

martedì 25 aprile 2017

Pierre Teilhard de Chardin to a new generation


The time is right to introduce Pierre Teilhard de Chardin to a new generation – the man, the paleontologist, the visionary French Jesuit priest, whose relentless effort to reframe his beliefs in the light of evolution led to a paradigm shift in the relationship of science and religion.  He foresaw the evolutionary emergence of the internet, globalization, and today’s transhumanism movement, although he was perhaps overly optimistic in his vision.  His legacy includes a strong environmental movement, and multiple movements in cosmic spirituality.

giovedì 13 aprile 2017

Benoit Mandelbrot (1924 - 2010), il padre della geometria frattale




Benoit Mandelbrot nacque a Varsavia il 20/11/1924.
Nel 1936 si trasferì in Francia, ed uno zio, insegnante di matematica, si occupò della sua educazione. In questi anni, Mandelbrot sviluppò la capacità di visualizzare problemi d'ogni genere, soprattutto attraverso un approccio geometrico, che gli permise di intuire in modo unico alcuni aspetti della realtà, magari già affrontati, ma lasciati cadere.