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sabato 30 settembre 2017

OGS | Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale



OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale) è un Ente pubblico di ricerca a vocazione internazionale.
L’Ente opera e sviluppa la propria missione nell’Area Europea della Ricerca (E.R.A.) ed in ambito internazionale con prioritario riferimento ai settori della ricerca di base ed applicata in:
-           Oceanografia (fisica, chimica e biologica),
-           Geofisica e Geologia marina,
-           Geofisica sperimentale e di esplorazione.
OGS utilizza le proprie competenze nel campo delle Scienze della Terra, del Mare e delle aree polari per contribuire non solo all’aumento ed alla diffusione della conoscenza ma anche alla risoluzione pratica di problematiche ambientali, economiche e sociali, in coerenza con i contenuti del Programma Nazionale della Ricerca (PNR) e gli obiettivi strategici fissati dall’Unione Europea, con particolare interesse per Horizon 2020.
Avvalendosi della propria nave di ricerca OGS Explora e di altre infrastrutture strategiche e di eccellenza, OGS opera per salvaguardare e valorizzare le risorse naturali e l’ambiente, per valutare e prevenire i rischi geologici, ambientali e climatici, per diffondere le conoscenze e la cultura scientifica, anche in collaborazione con analoghi Istituti europei ed internazionali, con industrie high tech e con imprese qualificate. L’obiettivo è di favorire il trasferimento dei risultati delle ricerche dal mondo scientifico a quello produttivo e di contribuire così allo sviluppo tecnologico e socio-economico del Paese.
L’Istituto mira a ricoprire un ruolo sempre più importante e trainante nel sistema della ricerca italiana e internazionale favorendo le sinergie con gli altri Enti di ricerca e la ricaduta sul territorio in una logica “glocal”: operare secondo dinamiche internazionali, assicurando l’acquisizione e lo scambio a livello globale delle conoscenze e delle tecnologie più avanzate, e consentendo al tempo stesso il loro positivo impatto sui territori locali.


IN TEMPO REALE






venerdì 28 luglio 2017

SORPRENDENTI CITTA' DI PIETRA



In Turchia, i coni di URGUP, ubicati nello spettacolare scenario dell'altopiano della Cappadocia anatolica, sono formazioni vulcaniche dalla forma bizzarra, erose dal tempo e dagli agenti atmosferici.
La storia geologica della Cappadocia della Cappadocia ebbe inizio milioni di anni fa, quando i due grandi vulcani della regione, lo Hasan e l’Erciyas, entrarono in eruzione. Dai crateri infuocati si riversarono fiumane di lava e nuvole di cenere e polveri, che coprirono tutta la regione circostante e alla fine si trasformarono in tufo, una roccia chiara e molto tenera. 
Poi, col passare del tempo, fiumi e correnti impetuosi scavarono una rete di gole, di burroni e di valli. Infine l’erosione sgretolò la pietra fino a creare la fantasmagoria di pinnacoli che vediamo oggi, la cui forma capricciosa è dovuta alla presenza dei ‘cappucci’ di duro basalto.

Fin dai primordi, gli abitanti della Cappadocia hanno scavato nei coni e nelle rupe di tufo veri alveari di stanze, per la vita quotidiana e per il culto.
Fu però nel IV secolo d.C. che i cristiani greci, seguendo l’esortazione di san Basilio, vescovo di Cesarea (l’odierna Kayseri) e padre del monachesimo orientale, cominciarono a ricavarne eremitaggi e piccoli monasteri. Da questi si svilupparono le famose chiese scavate nella roccia. Nel corso dei secoli, le comunità cristiane continuarono a crescere, finchè nel XIII secolo le chiese raggiunsero il numero di trecento.
La chiesa più famosa è situata nella valle di Goreme, poche miglia a nord di Urgup. Qui, nel ‘Museo all’Aperto’, un anfiteatro di rocce irregolari è punteggiato dalle buie cavità delle porte e delle finestre. All’interno, si celano piccole chiese e monasteri con refettori, cucine e magazzini.
I costruttori imitarono l’architettura interna delle chiese in muratura e nella pietra tenera scolpirono cupole, absidi, volte a botte, colonne, archi e persino tavoli e banchi.

E' patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Approfondiamo l'argomento su:

I SITI DELLA TURCHIA ISCRITTI NELLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITÀ DELL’UNESCO 

martedì 18 luglio 2017

AMBIENTEMARE





Nata nel 1993, l'associazione ha come scopo la conservazione e la tutela dell'ambiente marino, l'educazione al rispetto degli ecosistemi, l'utilizzo sostenibile del mare, la sensibilizazione dell'opinione pubblica al fine di concretizzare gli sforzi per una migliore gestione delle risorse naturali.
Per informazioni:

mercoledì 12 luglio 2017

In Antartide si è staccato un gigantesco iceberg





Si chiama A68 ed è uno dei più grandi iceberg mai visti: è il risultato del distacco di una parte dalla piattaforma di ghiaccio Larsen C, lungo la costa orientale della penisola antartica. Per gli esperti è un nuovo campanello d'allarme per lo stato di salute dei ghiacci antartici.
A dare la notizia sono stati i ricercatori dell'università inglese di Swansea, che monitoravano il fenomeno dal 2014. Il distacco era atteso da tempo, gli ultimi 13 chilometri della frattura si sono distaccati negli ultimi 30 giorni.
Il nuovo iceberg comparso in Antartide pesa circa 1000 miliardi di tonnellate con una superficie di 5.800 km quadrati e uno spessore di 200 metri. Adrian Luckman, dell'Università di Swansea, ha detto che i ricercatori continueranno a "monitorare il destino di questo enorme iceberg" che emerge dalla superficie dell'oceano per circa 30 metri:  l'acqua che contiene è pari a tre volte quella del lago di Garda ed equivale all'acqua consumata in media nel mondo nell'arco di cinque anni.

martedì 6 giugno 2017

LA SKELETON COAST

...un deserto di dune in riva al mare in Namibia, Africa.


E' un implacabile deserto costellato dai relitti di navi arrugginite e ossa sparse.

La costa è quasi ovunque piatta e sabbiosa, solo raramente rocciosa. Nella parte meridionale predominano le spiagge sassose, mentre a nord le dune di sabbia arrivano ad affacciarsi sull'oceano. Il clima è estremamente arido, con scarsissime precipitazioni. L'umidità viene però portata nell'entroterra dal fenomeno delle nebbie costiere: la corrente fredda del Benguela che lambisce la costa, infatti, è di circa 8° più fredda delle acque continentali, e il contatto fra le rispettive masse d'acqua provoca il condensarsi di nebbie costiere per quasi tutto l'anno. Poiché il fenomeno è più intenso durante le ore notturne, le nebbie mattutine arrivano talvolta a spingersi nell'entroterra per oltre 50 chilometri all'interno. L'umidità trasportata da questa nebbia fornisce un sostentamento fondamentale per la sopravvivenza della flora e della fauna del deserto del Namib.

mercoledì 10 maggio 2017

Monte Fuji, il sacro monte della leggenda -




E' un vulcano dalla perfetta simmetria, pervaso da un forte significato spirituale per il popolo giapponese. Alto 3776 metri, si trova a Honshu la più grande isola del Giappone
Monte Fuji, il sacro monte della leggenda - La Stampa

Guarda il video
http://natgeotv.nationalgeographic.it/it/access-360-il-monte-fuji/video/il-monte-fuji