"La pace inizia con un sorriso"

Madre Teresa di Calcutta
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mercoledì 20 settembre 2017

PICCOLO ME




Scrive C.S. Lewis: «Vi fu un tempo in cui facevi domande perché cercavi risposte, ed eri felice quando le trovavi. Torna bambino, chiedi ancora». Un laboratorio esperienziale in cui, attraverso il modello di autoeducazione di Roberto Assagioli, giocare con le sensazioni e l’immaginazione, alla ricerca del nostro potenziale di presenza, stupore e meraviglia.


Cinque giorni
di
incontri, dialoghi, lezioni, letture e spettacoli per mettere
a confronto
coscienze, fedi, culture e religioni. È
Torino Spiritualità
, che
dal 2005
è
il
luogo
in
cui
cercare
il
significato profondo del nostro tempo e del nostro agir
e. Con
il
tema
della
XIII edizione
PICCOLO
ME
,
da
giovedì
21
a lunedì
25
settembre
,
il
festival
propone
di
indagare
le
tracce d
infanzia presenti ancora nell
et
à adulta,
da
recuperare
per vivere pienamente. È un invito a
diventare bambini
, come dice
il
sottotitolo, per
ritrovare una dimensione mai perduta bensì sempre presente com
e tensione che
attraversa l
essere umano. C
è uno sguardo
da
recuperare nella memoria,
in
cui
si
intrecciano
sorpresa
,
curiosità
,
timidezza
,
fragilità
,
paura
,
passione
,
meraviglia
,
speranza
,
tenerezza
.
Un
modo per farlo è ascoltare
le
storie raccontate nei reading e
spettacoli
in
programma

lunedì 14 agosto 2017

Lo speciale di Rai Filosofia. Il tempo. - Rai Filosofia

S.Agostino

Che cos'è il tempo? La risposta sembra ovvia. Ma lo è veramente? il tempo è qualcosa di enigmatico, ce ne serviamo sempre e non ci pensiamo mai, tranne
quando ci sembra troppo poco (fretta) o troppo (noia). Ma davvero il tempo è qualcosa di interno? O è qualcosa di esterno. E' lineare? E' circolare? Nella puntata di Zettel dedicata al tempo Maurizio Ferraris pone tutte queste domande e cerca delle risposte con l'aiuto dei testi di Sant'Agostino, con il dialogo con Maurizio De Caro, con gli esperimenti. Achille Varzi espone la sua posizione da New York e Mario De Caro all'interno dell'aula, con l'ausilio di immagini e fotografie, analizza il ulteriormente le diverse forme di tempo. Ma la conclusione riporta una domanda: dove finisce il presente, si chiede Wittgenstein, quando è passato?
Lo speciale di Rai Filosofia dedicato al tempo è arricchito anche da altri contributi: dal libro di Emiliano Morreale "L'invenzione della nostalgia" - che analizza la nascita della nostalgia, la sua direzione verso il passato, il suo utilizzo nello spettacolo e nei mass media, la diversa concezione del tempo da essa implicata - all'analisi dello scandirsi del tempo nelle serie televisive che contraddistingue il contributo di Simone Regazzoni.

Lo speciale di Rai Filosofia. Il tempo. - Rai Filosofia - 1

mercoledì 26 luglio 2017

°°° IL TEMPO, di Rosa Maria Mistretta




IN LETTERATURA
“Cogli la rosa quando è il momento,
ché il tempo lo sai che vola...
e lo stesso fiore che oggi sboccia
domani appassirà.”, Walt Whitman
Letterati e poeti hanno interiorizzato il concetto di tempo, trasformandolo in un concetto personale, un vissuto affiancato a sentimenti e a emozioni. A volte il tempo fu espresso come il desiderio di sopravvivere alla morte, illudendosi così di prolungare il proprio tempo. In Omero (poeta greco) nell’ Iliade (libro I, 352-353) è scritto: “Poi che mi generasti a vivere breve vita, gloria almeno dovrebbe darmi l’Olimpo......
In tutta la letteratura Cristiano-antica e poi Cristiano-medievale, e anche l’iconografia medievale spesso incentrata sul tema del Giudizio Universale, della pena e del premio oltre la morte, il tempo della vita appare come un breve pellegrinaggio, un esilio destinato a sfociare in un’eternità di dolore e gioia. 
Si può citare Dante Alighieri, il sommo poeta (Firenze, tra il 21 maggio e il 21 giugno 1265 – Ravenna, notte tra il 13 e il 14 settembre 1321) che accenna alla nozione di tempo sia nel canto XI del Purgatorio, vv. 91-108, sia nel canto XXXI del Paradiso, ai versi 37-38: guardandosi intorno nell’empireo dice con stupore di essere venuto “dal divino all’umano, a l’etterno dal tempo”. Noi siamo “tempo”, al di là c’è l’eterno o, secondo alcuni, il nulla.
In Ugo Foscolo (Zante, 6 febbraio 1778 – Turnham Green, 10 settembre 1827) il tempo è espresso con la seguente ode della raccolta:

Il TEMPO - p 246 / ODE LIBERA.
Invido Veglio, che di verde e forte
    Vecchiezza carco e di gran falce armato,
    Tempo, che sul creato
    Stendi l’ale tacenti e, mentre al corso
    Te stesso incalzi e fuggi,
    Ti rinnovi mai sempre e ti distruggi;
Là ne’ secoli eterni entro le fosche
    Voragini del caos, ove la folta
    E varia schiera de’ possibil tutti
    Giacea confusa, e in suo silenzio il cenno
    Stava aspettando de la man divina,
    Tu nel torbido mar dell’infinito,
    Al volo ancor non uso,
    Notavi in sen d’Eternità rinchiuso.

NEL PENSIERO FILOSOFICO
In particolare la nozione di tempo ha costituito un problema costante fin dalle trattazioni mitologiche. Crono o Kronos (Κρόνος) è una divinità pre-olimpica della mitologia e della religione greca, figlio di Urano (il cielo) e di Gea (la terra), titano della fertilità, del tempo e dell'agricoltura: era padre di tutte le cose.
Trattando di pensiero antico, il tempo nei Pitagorici (scuola filosofica del VI secolo a.C.) era considerato un continuo divenire, per lo più ciclico (il ritmo del cambiamento cosmico). Per Parmenide (filosofo greco), invece, non è che un’illusione e, per Zenone di Elea (489 a.C. – 431 a.C. un filosofo greco antico presocratico della Magna Grecia) il tempo è un assurdo, come il movimento stesso, essendo l’Essere, considerato la vera essenza delle cose, immutabile.
Il concetto del tempo, come gerarchicamente inferiore all’eternità, ritorna in Platone (antico filosofo greco, ebbe come maestro Socrate e suo allievo fu Aristotele) per cui solo nel mondo materiale corruttibile hanno senso il passato e il futuro, mentre alla sostanza eterna compete un eterno presente immobile.
Il pensiero aristotelico da un lato assume il movimento perfetto dei cieli come riferimento per la misura del tempo, dall’altro pone il primo motore immobile fuori dal tempo e quindi eternamente presente.
ARISTOTELE (dalla Fisica): "Ora l’osservazione del giorno e della notte, dei mesi e dei periodi degli anni hanno fornito il numero e procurato la nozione del tempo e la ricerca intorno alla natura dell’Universo... Questo è in realtà il tempo: il numero del movimento secondo il prima e il poi".
Per Aristotele l'entità chiamata "tempo" è suscitata nella mente umana da una realtà in movimento: in un mondo statico non può essere concepita l'idea del tempo, in un universo immobile, e senza una mente che la misuri, la dimensione della temporalità non potrebbe esistere. Il mondo è eterno e perciò sia il tempo sia il movimento sono infiniti. Secondo la sua definizione il tempo è moto che ammette una numerazione.
Successivamente, con la diffusione del Cristianesimo, si afferma la fede in una vera sopravvivenza dell’anima in Dio. È importante citare Sant’Agostino d’Ippona, (Tagaste, 13 novembre 354 – Ippona, 28 agosto 430), padre, dottore e santo della Chiesa cattolica,, filosofo, vescovo e teologo berbero con cittadinanza romana. Egli è stato definito il massimo pensatore cristiano del primo millennio e certamente anche uno dei più grandi geni dell'umanità in assoluto. Nelle sue opere cita il tempo creato da Dio e quel Dio stesso è lui stesso eternità.
SANT' AGOSTINO (dalle Confessioni): "Il passato non esiste più, il futuro non esiste ancora. Ma se il presente rimanesse sempre presente e non tramontasse nel passato, non sarebbe tempo, ma eternità".
Agostino, abbandonata la concezione ciclica temporale e manifesta una interiorizzazione del tempo e una sua riduzione a «estensione dell’anima», successione di stati di coscienza in quanto ricordo del passato («presente del passato»), aspettazione del futuro («presente del futuro»), ma anche il presente come passaggio, come tensione lineare e progressiva verso la perfezione e la liberazione, una volta dissolto il tempo nell’eternità spirituale. Tale concezione del tempo come concreta esperienza interiore, come durata, verrà ripresa dal filosofo francese H. Bergson (Parigi, 18 ottobre 1859 – Parigi, 4 gennaio 1941) verso la fine dell’Ottocento, in polemica con il tempo spazializzato della fisica.
Alla domanda "che cosa è il tempo?" Sant'Agostino risponde:
(Confessioni, XI, 14): "Che cos'è allora il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so, se dovessi spiegarlo a chi me ne chiede, non lo so eppure posso affermare con sicurezza di sapere che se nulla passasse, non esisterebbe un passato; se nulla sopraggiungesse, non vi sarebbe un futuro; se nulla esistesse non vi sarebbe un presente (...). Sc dunque il presente, perché sia tempo, deve tramontare nel passato, in che senso si può dire che esiste, se sua condizione all'esistenza è quella di cessare di esistere, se cioè non possiamo dire che in tanto il tempo esiste in quanto tende a non esistere?"
Con Immanuel Kant, lo spazio e il tempo assoluti divengono le forme a priori di ogni esperienza possibile, e il carattere irreversibile della successione temporale degli eventi viene connesso alla relazione, anch’essa irreversibile, tra causa ed effetto. Kant (Königsberg, 22 aprile 1724 – Königsberg, 12 febbraio 1804) è stato un filosofo, il più importante esponente dell'illuminismo tedesco, anticipatore degli elementi fondanti della filosofia idealistica e della modernità.


NEL PENSIERO SCIENTIFICO
"Il concetto di tempo immaginario è il concetto fondamentale in base al quale va formulato il modello matematico; il tempo ordinario sarebbe in tal caso un modello derivato che noi inventiamo - come parte di un modello matematico - al fine di descrivere le nostre impressioni soggettive dell’universo". S. HAWKING (Halley Lectures, 1989):
Con la rivoluzione scientifica del ’600 il tempo diviene parametro misurabile del movimento .Da Isaac Newton (Woolsthorpe-by-Colsterworth, 25 dicembre 1642 – Londra, 20 marzo 1727) in poi prende corpo la distinzione tra il tempo assoluto, che forma, insieme allo spazio assoluto, lo scenario metafisico (definito come Sensorium Dei) di ogni evento naturale, e il tempo relativo, riferito a particolari sistemi di misurazione in determinati sistemi di riferimento.
NEWTON (dai Principia Mathematica): "Il tempo assoluto, vero, matematico, in sé e per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, scorre uniformemente".
Il concetto di tempo della fisica classica viene profondamente rivisto nella teoria della relatività einsteiniana:
EINSTEIN (dalla lettera di condoglianze alla sorella di Michele Besso, marzo 1955): "Per noi fisici convinti, la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione, anche se tenace".
La relatività asserisce il carattere relativo della simultaneità (due eventi che avvengono contemporaneamente in punti diversi di un sistema di riferimento non sono simultanei in un altro sistema di riferimento in moto rispetto al primo) e il fenomeno della dilatazione del tempo, per cui la durata di un qualsiasi processo fisico è minima nel sistema di riferimento in cui il corpo che subisce tale processo è in quiete.
Non ha più senso quindi parlare di tempo assoluto, ma solo di tempo relativo e la misura del tempo risulta correlata a coordinate spaziali, per cui si parla di coordinata temporale nello spazio-tempo a quattro dimensioni.
L’altro aspetto intuitivo del concetto di tempo, il suo scorrere sempre in una direzione, è stato affrontato nella fisica moderna come problema della reversibilità del tempo. Il comportamento delle equazioni esprimono l’evoluzione temporale di un determinato fenomeno con inversione del tempo, ossia con il cambiamento di segno della variabile temporale. Mentre le leggi della meccanica sono invarianti per inversione del tempo, i processi termodinamici reali non godono di questa proprietà, ossia sono fondamentalmente irreversibili, come espresso per altro dal fatto che l’entropia di un sistema isolato tende sempre ad aumentare, da cui nasce il problema della meccanica statistica di ricondurre l’irreversibilità dei fenomeni macroscopici alle leggi reversibili valide per i processi microscopici.

SI PARLA DI TEMPO NELLA….
·        FISICA:
E’ una successione di istanti, intesa come un’estensione illimitata, capace di essere suddivisa, misurata, e distinta, in ogni sua frazione o momento. è in genere con questa accezione di grandezza misurabile che viene considerato il tempo in fisica. Esso può essere assunto come coordinata per lo studio dell’evoluzione temporale dei fenomeni solo quando ne sia stata definita l’unità di misura, scelta riferendosi a fenomeni naturali periodici che siano al massimo grado riproducibili e invariabili. nella definizione del tempo fisico, si assume il secondo come unità fondamentale del Sistema Internazionale (SI), collegandolo alla frequenza di una particolare radiazione dell’atomo di cesio (è detto anche tempo atomico, e si indica ufficialmente come IAT, International Atomic Time, in Italia e in Francia anche TAI, sigla rispettivamente di Tempo Atomico Internazionale e Temps Atomique International).
·        GEOLOGIA
il tempo geologico è l’intervallo cronologico della storia della Terra entro il quale sono possibili datazioni, o di tipo relativo (sulla scorta di fossili, di avvenimenti geologici particolari) o di tipo assoluto (di solito in base a metodi isotopici). L’unità di tempo geologico è di regola il milione di anni, ma per l’era quaternaria si può scendere anche al migliaio di anni.
·        SOCIETÀ PER LA QUOTIDIANITÀ
Si definisce tempo civile, il tempo solare medio del meridiano centrale di ognuno dei 24 fusi orari in cui si considera divisa la superficie terrestre.
Il tempo legale, invece, è quello adottato in alcune nazioni, che differisce per ragioni pratiche dal tempo civile.
Per potersi riferire a una medesima determinazione di tempo, sia per fini pratici sia per fini scientifici, si conviene di assumere come tempo universale (indicato con le sigle TU, Temps Universel, o UT, Universal Time) il tempo solare medio di Greenwich (GMT, Greenwich Mean Time), cioè il tempo civile del fuso orario centrato sul meridiano fondamentale. Per ridurre le piccole irregolarità del tempo UT dovute a irregolarità della rotazione terrestre, divenute rapidamente insopportabili per le crescenti necessità di precisione delle scienze e della tecnica, furono introdotte altre scale di tempo: il tempo UT1, con cui si teneva contro delle piccole oscillazioni dell’asse terrestre e il tempo UT2, con cui si teneva conto anche della piccola influenza dei moti dell’atmosfera sul periodo della rotazione terrestre.
la vita civile è necessariamente ritmata sui cicli solari del giorno e dell’anno, quindi si è posta l’esigenza di conservare la scala UT e di raccordarla a quella basata sul tempo atomico per mezzo di un sistema denominato tempo universale coordinato (UTC) che è una scala di tempo atomico corretta ad epoche prefissate (generalmente alla fine di giugno e alla fine di dicembre) mediante integrazione di secondi, detti secondi intercalari, al fine di mantenere la differenza tra UT e UTC minore di un secondo: tale scala è stata adottata ovunque a partire dal 1° gennaio 1972 ed è quella che attualmente regola la vita civile.


LA MISURA DEL TEMPO IN ASTRONOMIA

In astronomia sono numerose le scale temporali utilizzate. le unità base del calendario sono tre: il giorno, il mese e l'anno, corrispondenti a tre fenomeni astronomici, rispettivamente la rotazione diurna della Terra, la rotazione della Luna e la rivoluzione della Terra intorno al Sole.
La misura del tempo è collegata ai moti di rotazione e di rivoluzione della Terra e richiede il riferimento ad eventi che si ripetono con regolarità nel corso di lunghe fasi.
Si definisce tempo solare in base all’anno solare o tropico, ossia all’intervallo di tempo che intercorre tra due successivi passaggi del Sole all’equinozio di primavera, e si distingue in tempo solare vero, per il quale la lunghezza del giorno è quella scandita dal passaggio del sole al meridiano superiore del luogo di osservazione, variabile nel corso dell’anno, e tempo solare medio, nel quale la lunghezza del giorno è assunta costante.
Il giorno solare è l'intervallo di tempo del passaggio del Sole, dovuto al moto di rivoluzione della Terra. il moto apparente del Sole è variabile poiché la terra muove intorno al Sole a velocità diverse, a seconda del punto in cui si trova,.
È detta Equazione del Tempo la differenza ad ogni istante tra l’ascensione retta del Sole medio e quella del Sole vero che corrisponde alla differenza tra il tempo solare vero e il tempo solare medio (il cui valore massimo è di circa 16 minuti).
Il tempo siderale, invece, è quello riferito a un astro o altro punto della sfera celeste anziché al Sole. Il giorno sidereo è l'intervallo di tempo, considerato da un osservatore sulla Terra, del passaggio di una stella fissa , cioè dopo quanto tempo questa riappare nello stesso punto. Il passaggio apparente della stella è causa del moto di rotazione terrestre, il quale però non è costante a causa delle frizioni delle maree : infatti il nostro pianeta non è un corpo rigido e subisce delle deformazioni, quali le maree, sulle enormi masse che lo compongono. le deformazioni sono dovute all'azione gravitazionale del Sole e della Luna, che nel corso del tempo hanno causato al moto della Terra accelerazioni e ritardi accidentali, totalmente casuali, .
nè il giorno sidereo nè il giorno solare possono essere presi come unità di misura costanti.
Inoltre il giorno solare e quello sidereo non coincidono perchè gli astri a cui si riferiscono hanno, nel loro movimento, direzioni diverse. Infatti tutto il sistema, comprese le stelle, ha un moto apparente che và da Est verso Ovest, mentre il moto reale del Sole va da Ovest verso Est: se il sole e una stella passano contemporaneamente, quest'ultima avrà sempre 4 minuti circa di anticipo.
Quindi sia che si consideri il giorno solare o quello sidereo, si avrà sempre un conteggio errato che, anche se di poco, col passare del tempo si accumula e si è costretti a riformulare o a modificare il proprio calendario.
Per quanto riguarda la durata dell'anno, bisogna vedere se si considera l'anno siderale, cioè il tempo impiegato dalla Terra per fare un giro intorno al Sole, oppure l'anno tropico, che segue meglio l'alternarsi delle stagioni, ed è il tempo che la Terra impiega per attraversare due volte -consecutive- la linea degli equinozi.
Ancora, bisogna ricordare che neanche le stagioni sono sempre della stessa durata: la Terra ruota più in fretta in estate che in inverno, ma non sempre nella stessa maniera.
L'estate tende ad aumentare di 58 minuti ogni secolo, mentre di tale quantità diminuirebbe l'inverno, e la primavera tende ad accorciarsi di 1 ora e 40 minuti per secolo (con conseguente allungamento dell'autunno).
Tutte queste scale temporali sono detti tempi locali, in quanto dipendono dalla longitudine del punto di osservazione.
Fu introdotto, inoltre, il tempo delle effemeridi (indicato come ET, Ephemeris Time), scala del tempo universale nella quale il secondo è dato dalla frazione 1/31556925,9747 della lunghezza dell’anno tropico del 1900, costituendo dal 1954 al 1967 l’unità di misura del tempo assunta dal Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure, prima di essere sostituito dal secondo atomico.
Il fenomeno periodico più appariscente considerato come indicazione del fluire del tempo è l'alternarsi del giorno e della notte.
La Terra ruota intorno al Sole con un'orbita ellittica e la Luna, a sua volta, si muove intorno alla Terra.

Il Sole nel cielo descrive un cammino apparente intorno alla Terra (eclittica) inclinato di 23° 27' 8" rispetto all'equatore celeste ed il punto d'intersezione dell'equatore celeste con l'eclittica è chiamato punto : quando il Sole si trova su di esso si è all'Equinozio di Primavera.
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