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venerdì 8 settembre 2017

IL CICLO DELLA MALARIA



















Il ciclo della malaria umana comprende tre specie diverse: Homo sapiens¸
il plasmodio e la zanzara. Questa infetta l’uomo durante il cosiddetto pasto di 
sangue (la puntura), trasmettendo all’uomo i plasmodi nello stato di sporozoiti. 
Gli sporozoiti entrano quindi nel circolo sanguigno, migrando verso il fegato 
e infettandone le cellule, al cui interno si moltiplicano asessualmente per
diversi giorni (ciclo schizogonico epatico, asintomatico), differenziandosi nello 
stadio di merozoiti e causando alla fine la rottura degli epatociti. 
Riversati così nel circolo sanguigno, i merozoiti infettano i globuli rossi, 
continuando la moltiplicazione asessuata. Periodicamente, i globuli rossi 
si rompono e rilasciano nel sangue altri merozoiti pronti a infettare altri globuli rossi. 
Gli accessi febbrili periodici tipici dell’infezione malarica avvengono in 
corrispondenza della rottura dei globuli rossi. Nelle specie P. vivax e P. ovale
alcuni merozoiti danno vita ai cosiddetti ipnozoiti, forme dormienti del
 parassita capaci di provocare ricadute anche a distanza di anni.
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La malaria è la più importante malattia parassitaria dell’uomo e la principale causa 
di morbosità e mortalità soprattutto nelle zone tropicali e subtropicali endemiche.
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venerdì 28 luglio 2017

SORPRENDENTI CITTA' DI PIETRA



In Turchia, i coni di URGUP, ubicati nello spettacolare scenario dell'altopiano della Cappadocia anatolica, sono formazioni vulcaniche dalla forma bizzarra, erose dal tempo e dagli agenti atmosferici.
La storia geologica della Cappadocia della Cappadocia ebbe inizio milioni di anni fa, quando i due grandi vulcani della regione, lo Hasan e l’Erciyas, entrarono in eruzione. Dai crateri infuocati si riversarono fiumane di lava e nuvole di cenere e polveri, che coprirono tutta la regione circostante e alla fine si trasformarono in tufo, una roccia chiara e molto tenera. 
Poi, col passare del tempo, fiumi e correnti impetuosi scavarono una rete di gole, di burroni e di valli. Infine l’erosione sgretolò la pietra fino a creare la fantasmagoria di pinnacoli che vediamo oggi, la cui forma capricciosa è dovuta alla presenza dei ‘cappucci’ di duro basalto.

Fin dai primordi, gli abitanti della Cappadocia hanno scavato nei coni e nelle rupe di tufo veri alveari di stanze, per la vita quotidiana e per il culto.
Fu però nel IV secolo d.C. che i cristiani greci, seguendo l’esortazione di san Basilio, vescovo di Cesarea (l’odierna Kayseri) e padre del monachesimo orientale, cominciarono a ricavarne eremitaggi e piccoli monasteri. Da questi si svilupparono le famose chiese scavate nella roccia. Nel corso dei secoli, le comunità cristiane continuarono a crescere, finchè nel XIII secolo le chiese raggiunsero il numero di trecento.
La chiesa più famosa è situata nella valle di Goreme, poche miglia a nord di Urgup. Qui, nel ‘Museo all’Aperto’, un anfiteatro di rocce irregolari è punteggiato dalle buie cavità delle porte e delle finestre. All’interno, si celano piccole chiese e monasteri con refettori, cucine e magazzini.
I costruttori imitarono l’architettura interna delle chiese in muratura e nella pietra tenera scolpirono cupole, absidi, volte a botte, colonne, archi e persino tavoli e banchi.

E' patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Approfondiamo l'argomento su:

I SITI DELLA TURCHIA ISCRITTI NELLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITÀ DELL’UNESCO 

domenica 16 luglio 2017

Un alluce di legno fra le protesi più antiche del mondo -



Svelati i segreti di una delle protesi piu' antiche del mondo, un alluce di legno appartenuto alla figlia di un sacerdote egizio vissuta quasi 3.000 anni fa. Il reperto, trovato in una tomba vicino a Luxor e conservato al Museo egizio del Cairo, e' stato analizzato con le piu' moderne tecniche di indagine scientifica dai ricercatori dell'Universita' di Basilea e Zurigo, che sono cosi' riusciti a scoprire i suoi segreti di fabbricazione.
Un alluce di legno fra le protesi più antiche del mondo - News - ANSA.it

mercoledì 28 giugno 2017

CHE COSA È LA CHIRALITÀ?





La chiralità è una proprietà geometrica posseduta da oggetti, figure geometriche o insiemi di punti, che sono non sovrapponibili alla propria immagine speculare.
La parola chiralità contiene la radice greca Kheìr, che significa mano.
Come una mano destra e una sinistra hanno la stessa forma anatomica ma non sono sovrapponibili, così molte molecole possono esistere in due forme, chiamate enantiomeri, con gli stessi atomi e gli stessi legami chimici, ma con strutture che sono l'una l'immagine speculare dell'altra.


sabato 3 giugno 2017

COME SI ADATTANO LE PIANTE ALLE TEMPERATURE ESTREMAMENTE FREDDE?

A cura di Rosa Maria Mistretta


Fortunatamente, l'inizio del freddo è solitamente graduale, in modo da permettere alla pianta di attivare le proprie difese.
Alcuni alberi si disidratano gradualmente durante i mesi autunnali. Entro l'inverno, dunque, l'umidità interna è talmente poca che il congelamento non danneggia le cellule dell'albero. Le piante hanno acqua nelle pareti cellulari ma non nella parte interna la cellula, il citoplasma ed il nucleo, dove il ghiaccio ucciderebbe sicuramente l'organismo.
La pianta risponde alle variazioni di temperatura, attivando un "antigelo", la resina.

mercoledì 3 maggio 2017

CHE COSA SONO LE GLUMELLE?



ll chicco di riso è avvolto da varie pellicole protettive.
Il chicco di riso appena raccolto è rivestito da un involucro a più strati, tendente al colore marrone o giallo: le glumelle.
Le glumelle sono la prima pelle del chicco di riso, la protezione del chicco stesso e costituiscono il 20% circa del peso totale.
I chicchi di riso, dopo la prima fase di lavorazione cioè trebbiatura ed essiccazione, sono ancora rivestiti da dure glumelle contenenti acido silicico. In questa fase, poichè l'embrione può germinare, i chicchi sono adatti per la semina, non sono però ancora utilizzabili in cucina.
Le glumelle sono rimosse nel mulino nella seconda fase di lavorazione e vengono impiegate per la produzione di calore o di energia.



lunedì 1 maggio 2017

LE FOGLIE SI MUOVONO?, di Rosa Maria Mistretta



Le foglie o le foglioline delle foglie composte effettuano di solito movimenti nastici (sono movimenti delle piante in risposta a stimoli di varia natura la cui direzione è indipendente dalla direzione di provenienza dello stimolo).
Di solito I movimenti delle foglie sono provocati da pulvini che si trovano alla base del picciolo, della lamina o della fogliolina, tuttavia si verificano anche in molte piante sprovviste di pulvini.
Per esempio, l'epinastia si verifica quando le cellule della parte superiore del picciolo o della lamina, soprattutto quelle della nervatura principale, si accrescono (si allungano irreversibilmente) più di quelle della arte inferiore.
In termini generali i movimenti nastici sono reversibili.
Essi sono:
Nictinastia (di notte): sono processi ritmici controllati da interazioni tra l'ambiente e l'orologio biologico, comporta il movimento delle foglie da una posizione quasi orizzontale durante il giorno ad una quasi verticale durante la notte.
Idronastia: ripiegamento o arrotolamento delle foglie in risposta allo stress idrico.
Tigmonastia: sono movimenti da contatto molto diffusi. L'esempio più eclatante è nella mimosa dove la stimolazione di una fogliolina provoca il collasso delle altre lungo la pianta.
Le foglie si accartocciano per evitare di essere mangiate dagli insetti. L'accartocciamento è provocato dalla fuoriuscita dell'acqua dalle cellule motore dei pulvini, un evento associato all'efflusso di ioni K+.
Risposte a Stimoli meccanici - ppt scaricare

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mercoledì 19 aprile 2017

E' VERO CHE ALL'EQUATORE SI PESA MENO CHE AI POLI?

E' una "magra" consolazione!
La differenza è piccolissima: solo 0,052 Kg in meno.
Il peso dei corpi dipende dalla loro distanza dal centro della Terra: quelli più distanti risentono meno dell'attrazione gravitazionale e, di conseguenza, sono più leggeri.
Il pianeta Terra è schiacciato ai Poli, quindi l'Equatore è più distante dal centro rispetto ai Poli. Il peso diminuisce, ma è un valore assai irrilevante.