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lunedì 11 dicembre 2017

Arriva la pioggia di stelle più bella dell’anno


Occhi al cielo il 13 e il 14 dicembre per le Geminidi. Il 16 è atteso invece il passaggio più vicino alla Terra dell’asteroide Phaethon.
Nei prossimi giorni la volta celeste ci riserverà uno spettacolo straordinario: il passaggio dello sciame meteorico delle Geminidi, ovvero quella che gli esperti definiscono «la pioggia di stelle cadenti più bella dell’anno».  
L’appuntamento con le stelle è fissato per mercoledì 13 (dalle 23) e giovedì 14 dicembre: un doppio spettacolo anche perchè, oltre alle cento meteore l’ora, negli stessi giorni transiterà alla minima distanza dalla Terra Phaethon, l’asteroide «potenzialmente pericoloso» che ha generato le stesse Geminidi.  

Arriva la pioggia di stelle più bella dell’anno - La Stampa

sabato 2 dicembre 2017

SUPER LUNA E SSI all'Osservatorio Astronomico del Righi



Alle ore 17.00 e alle ore 18.00 di domenica 3 dicembre, in occasione del transito della Stazione Spaziale Internazionale nel cielo del Nord Italia (che avverrà alle ore 18.44 e verrà seguito, condizioni meteo permettendo, dal Giardino antistante l'Osservatorio) presso il Nuovo Planetario del Parco delle Mura avrà luogo la speciale proiezione full-dome "In orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale", una speciale animazione che ci permetterà di scoprire segreti e caratteristiche in 3D della Stazione Spaziale. Durata prevista: 30 minuti circa. Età consigliata: dai 6 anni in su.

Infine, in Osservatorio, a partire dalle ore 19.00, tramite turni ripetuti di mezz'ora, osserveremo al telescopio le meraviglie della Super Luna fra crateri, mari, monti e valli lunari.
L'orbita ellittica del nostro satellite naturale fa sì che la distanza media dal nostro Pianeta non sia sempre la stessa. Quando la Luna si trova al perigeo (il punto più vicino alla Terra) e contemporaneamente in opposizione al Sole, quindi in fase Piena, abbiamo una ''Super Luna''. Il nostro satellite apparirà cioè più grande e più luminoso della media.
Durata prevista: 30 minuti circa. Età consigliata: dai 4 anni in su.

Per info
Walter Riva
Osservatorio Astronomico del Righi
www.osservatoriorighi.it
direttore@osservatoriorighi.it
https://www.facebook.com/ossastrorighi
tel. 347 5859662

mercoledì 29 novembre 2017

Saturno e Mercurio ci accompagnano nel cielo del tardo pomeriggio, ma siate svelti, perché prima che il cielo sia del tutto buio saranno già scomparsi dietro l’orizzonte…



Siamo ormai arrivati a fine mese, ma novembre ha ancora un’ultima congiunzione da offrire agli osservatori del cielo. Ancor prima della precedente occasione, alle 17:10 circa del 28 novembre, quando il cielo sarà ancora rischiarato dalle luci del tramonto, abbiamo osservato una insolita congiunzione che vede protagonisti i pianeti Mercurio (mag. –0,1) e  Saturno (mag. +0,5) a circa 2,7° di distanza reciproca.

Entrambi i pianeti saranno alti poco più di 6° all’orario indicato, e bisognerà agire prontamente, perché spariranno dietro l’orizzonte già prima delle 18. Il cielo buio poi ci darà l’occasione di approfondire la nostra conoscenza di costellazioni e Luna.

domenica 26 novembre 2017

LA STRANA ATMOSFERA DI TITANO



The polar atmosphere of Titan recently experienced a rapid cooling, contrary to all model predictions and differing from the behavior of all other terrestrial planets in the Solar System.
Usually, the high altitude polar atmosphere in a planet’s winter hemisphere is warm because of sinking air being compressed and heated — similar to what happens in a bicycle pump.
Puzzlingly, Titan’s polar vortex seems to be extremely cold instead.
Before its final plunge into Saturn’s atmosphere on September 15, 2017, NASA’s Cassini orbiter obtained a long series of observations of Titan’s polar atmosphere using Cassini’s Composite Infrared Spectrometer (CIRS) instrument.

sabato 28 ottobre 2017

International Observe the Moon Night



International Observe the Moon Night (InOMN) is an annual worldwide public event that encourages observation, appreciation, and understanding of our Moon and its connection to NASA planetary science and exploration, as well as the cultural and personal connections we all have with Earth's nearest neighbor. Everyone on Earth is invited to join the celebration by hosting or attending an InOMN event — and uniting on one day each year to look at and learn about the Moon together.
On this site, you can find information about how to host, register, and evaluate your InOMN event, look for an InOMN event near you, and share pictures and highlights from InOMN.
In 2017, we are encouraging an eclipse-focus for the event, celebrating the total solar eclipse that crossed the United States in August, a lunar eclipse that will occur in January, and past and future eclipses visible around the world. Eclipses are both beautiful to behold, and scientifically interesting.
Though we encourage everyone to participate in International Observe the Moon Night on a specified day each year, we understand that this date may not work for everyone. If it does not work for you this year, you are welcome to host your event on a different day, as close to October 28 as possible.
InOMN is sponsored by NASA's Lunar Reconnaissance Orbiter with support from NASA's Solar System Exploration Research Virtual Institute (SSERVI) and the Lunar and Planetary Institute.

venerdì 27 ottobre 2017

FESTIVAL DELLA SCIENZA 2017



È un punto di riferimento per la divulgazione della scienza.  
È un’occasione di incontro per ricercatori, appassionati, scuole e famiglie. 
È uno dei più grandi eventi di diffusione della cultura scientifica a livello internazionale.

Un appuntamento per tutti 
Incontri, laboratori, spettacoli e conferenze per raccontare la scienza in modo innovativo e coinvolgente, con eventi interattivi e trasversali.
11 giorni in cui le barriere fra scienze matematiche, naturali e umane, verranno abbattute e la ricerca si potrà toccare, vedere, capire senza confini.

Un nuovo paradigma
Il Festival propone ogni anno eventi ispirati alle questioni più attuali e scottanti del dibattito scientifico, prime assolute di spettacoli e mostre dedicate all’incontro tra arte e scienza, riservando una particolare attenzione alle novità della ricerca più avanzata e ai ricercatori dei Paesi emergenti.

mercoledì 25 ottobre 2017

UN RICCO CARNET DI EVENTI DALL'OSSERVATORIO ASTRONOMICO DEL RIGHI



Mercoledì 25 ottobre alle ore 17.00, presso l'Auditorium dell'Acquario di Genova, Walter Riva, direttore dell'Osservatorio Astronomico del Righi, presenterà la conferenza “Le ultime straordinarie scoperte dell'astronomia”. Ingresso gratuito fino all'esaurimento dei posti disponibili.


Inoltre, come ogni anno, in occasione del Festival della Scienza (26 ottobre - 5 novembre), giunto al suo quindicesimo anno di attività, vi segnaliamo gli eventi che ci vedranno direttamente coinvolti e che abbiamo preparato per questa edizione.

La mostra didattica "Il Giardino del Sole" ospitata nel giardino antistante l'Osservatorio Astronomico del Righi, oltre a prevedere l'osservazione del Sole al telescopio e dei fenomeni che vi si sviluppano (macchie solari, facole, protuberanze) tramite speciali filtri solari e gli exibit permanenti (quadranti solari, meridiana equatoriale, plinto di Tolomeo, Sistema Solare in scala, ecc.) quest'anno si arricchisce del laboratorio didattico "A tu per tu con le comete". Che cosa sono le comete? Un viaggio alla scoperta di come venivano interpretate in passato queste visitatrici celesti in confronto a quello che oggi sappiamo di loro grazie ai “contatti” ravvicinati stabiliti negli ultimi decenni a partire dalla sonda Giotto che nel 1986 ha incontrato la cometa di Halley. Sotto la cupola del Planetario, con un supplemento di 3 euro rispetto al biglietto o all'abbonamento del Festival, andremo proprio alla scoperta delle caratteristiche delle comete e della missione Rosetta che ha “vissuto” per mesi in orbita attorno alla cometa 67/P C-G.
Nel periodo compreso fra il 26 ottobre e il 5 novembre l’Osservatorio Astronomico del Righi sarà quindi aperto per le scolaresche nei giorni feriali (26-27-30-31 ottobre e 2-3 novembre) con orario 9.00 - 13.00, previo acquisto di biglietto festival e prenotazione obbligatoria (info su: www.festivalscienza.it) mentre sarà aperto per il pubblico i giorni pre-festivi e festivi (28-29 ottobre e 1-4-5 novembre) dalle 10 alle 13 (ultimo turno ore 12) dietro presentazione di biglietto o abbonamento festival (per altre informazioni consultare:http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/a-tu-per-tu-con-le-comete.html)

Ancora, grazie alla collaborazione della rete PRISMA promossa dall’INAF, domenica 29 ottobre e mercoledì 1 novembre verrà organizzata, presso l’Area del Porto Antico, una caccia al tesoro che ha l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla conoscenza delle meteoriti e del progetto PRISMA (http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/a-caccia-di-meteore-e-meteoriti.html). Il laboratorio, dal titolo "A caccia di meteore e meteoriti", verrà tenuto alle ore 15 e alle ore 16.30 con biglietto o abbonamento del Festival della Scienza. E’ vivamente consigliata, a causa del numero limitato di posti disponibili, la prenotazione sul sito www.festivalscienza.it o presso l’Infopoint del Festival.
Il progetto PRISMA verrà presentato anche venerdì 27 ottobre alle ore 17.30 presso la Sala del Camino di Palazzo Ducale nella conferenza dal titolo “A contatto con PRISMA” (http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/a-contatto-con-prisma.html) tenuta dal prof. Mario Di Martino, già Astronomo dell’Osservatorio Astrofisico di Torino e grande esperto di meteoriti e crateri da impatto, dal dott. Daniele Gardiol, coordinatore nazionale della collaborazione PRISMA e da Walter Riva, coordinatore delle attività di didattica e di divulgazione del progetto.

Inoltre, fanno parte del programma del Festival di quest’anno due appuntamenti serali osservativi il primo dei quali si svolgerà in Osservatorio sabato 28 ottobre (a partire dalle 20.30) ma anche presso il Museo Archeologico Ligure di Pegli (a partire dalle ore 22)
L’evento fa parte dell’International Moon Night, un’iniziativa della Planetary and Lunar Society patrocinata dalla NASA che invita tutti gli Osservatori pubblici e privati del mondo a dedicare una notte all’anno all’osservazione della Luna e che per la prima volta avviene in concomitanza con il Festival della Scienza (http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/international-moon-nights.html).In Osservatorio verranno formati sul momento, senza possibilità di prenotazione per questo evento, turni di visita ripetuti di max 15 persone per turno di circa 30 minuti ciascuno. Sarà possibile, con un contributo supplementare di 3 € (5 € per chi non ha biglietto o abbonamento del Festival), assistere a una speciale animazione all’interno dell’Aula Planetario della durata di circa 30 minuti dedicata alla Luna e al cielo dell'autunno. Impareremo così ad orientarci tra le stelle dell'autunno, riconoscendo i suoi principali protagonisti, come le costellazioni che sono legate dal mito di Andromeda: il cavallo alato Pegaso, l'eroe Perseo e la regina Cassiopea, della quale scopriremo la storia. Anche per l’Aula Planetario verranno allestiti turni della durata di circa 30 minuti l’uno.
Presso il Museo Archeologico Ligure l’ingresso sarà libero fino all’esaurimento dei posti disponibili e l’osservazione di sabato 28 ottobre verrà preceduta alle ore 20.15 dalla conferenza “Il mistero del disco lunare di Libarna” (http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/il-mistero-del-disco-lunare-di-libarna.html) tenuta dal prof. Guido Cossard, esperto archeoastronomo e da Walter Riva, direttore dell’Osservatorio Astronomico del Righi, che illustreranno al pubblico il rinvenimento, presso il sito archeologico di Libarna, di un reperto in piombo di circa 10 cm di diametro il cui utilizzo poteva essere legato al problema di riallineare il calendario lunare con quello solare. Se usiamo un calendario che segua le fasi lunari, infatti, avremo anni di 354 giorni che devono essere periodicamente “accordati” con il ciclo del Sole e delle stagioni. Presso il Museo di Archeologia Ligure, dal 27 ottobre al 5 novembre (ingresso gratuito, chiuso il lunedì) è allestita la mostra "Contatti con il passato. Il disco lunare di Libarna" (http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/contatti-con-il-passato.html) che in un’affascinante atmosfera al confine tra la storia dell’uomo e l’astronomia, consente di ammirare, nella sua prima esposizione al pubblico, un antico disco lunare ritrovato nella città romana di Libarna.

La Luna potrà essere osservata al telescopio dell’Osservatorio anche la sera di martedì 31 ottobre a partire dalle ore 21 (http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/international-moon-nights.html) con le stesse modalità previste per l’osservazione di sabato 28.

Vi aspettiamo numerosi a una o più delle nostre attività!
Cieli sereni e Buon Festival della Scienza a tutti
Walter Riva
Osservatorio Astronomico del Righi

giovedì 19 ottobre 2017

I C R A  International Center for Relativistic Astrophysics for students




The IRAP PhD program intends to create conditions for high-level education in Astrophysics mainly in Europe to create a new generation of leading scientists in this field. No single university in Europe today has the expertise required to attain this ambitious goal by itself. For this reason we have identified universities which offers a very large complementarity expertise. Each student admitted to the Ph.D. program will be part of a team inside one of the laboratories of the consortium. Each year they will have the opportunity to visit the other laboratories of the consortium and enlighten themselves with new topics in the forefront research from world leading experts. In this way the students will come in direct contact with some of the leading scientists in the world working in General Relativity, Relativistic Astrophysics, Cosmology and in Quantum Field Theory.
In addition to the theoretical centers, we associate experimental and observational center as well. This will provide an opportunity to the Ph.D students to obtain a complete education in theoretical relativistic astrophysics and also an experience on how to carry out a specific astrophysical mission. All the institutions participating in IRAP PhD have an extensive experience in international collaborations including visiting professors, post-doctoral researchers and training of Ph.D. students. All of our partners have enrolled Ph.D. students inside their laboratories in various aspects of astrophysics. All the institutions participating in IRAP PhD have an extensive experience in international collaborations including visiting professors, post-doctoral researchers and training of Ph.D. students. All of our partners have enrolled Ph.D. students inside their laboratories in various aspects of astrophysics. The European universities of Berlin, Ferrara, Roma, Nice, Savoie and Stockholm have also the needed structures to organize courses at Ph.D. level through numerous qualified professors. In addition the non European partners will provide expertise in their fields and could also host Ph.D. students.

mercoledì 11 ottobre 2017

Benvenuto su A.S.I. - Agenzia Spaziale Italiana



Nata nel 1988, l'Agenzia Spaziale Italiana è un ente pubblico nazionale vigilato dal Ministero dell’Istruzione, Università e della Ricerca, che opera in collaborazione con diversi altri dicasteri.

In meno di due decenni si è affermata come uno dei più importanti attori mondiali sulla scena della scienza spaziale, delle tecnologie satellitari, dello sviluppo di mezzi per raggiungere ed esplorare il cosmo. L'ASI ha oggi un ruolo di primo piano tanto a livello europeo, dove l'Italia è il terzo paese che contribuisce maggiormente all'Agenzia Spaziale Europea, quanto a livello mondiale. Ha infatti uno stretto e continuo rapporto di collaborazione con la NASA, che la porta a partecipare a molte delle più interessanti missioni scientifiche degli ultimi anni. Uno dei progetti più affascinanti è la costruzione e l'attività della Stazione Spaziale Internazionale, dove gli astronauti italiani sono ormai di casa.

Grazie all'attività dell'ASI, la comunità scientifica italiana ha ottenuto negli ultimi decenni successi senza precedenti nel campo dell'astrofisica e della cosmologia, contribuendo tra l'altro a ricostruire i primi istanti di vita dell'Universo, compiendo passi fondamentali verso la comprensione del fenomeno dei gamma ray bursts e delle misteriosi sorgenti di raggi gamma. L'ASI ha dato inoltre importanti contributi all'esplorazione spaziale, costruendo strumenti scientifici che hanno viaggiato con le sonde NASA ed ESA alla scoperta dei segreti di Marte, Giove, Saturno. E in tutte le principali missioni pianificate per i prossimi anni - da Venere alle comete, fino ai limiti estremi del nostro Sistema solare - ci sarà un pezzo di Italia.

Oltre che studiare l'Universo, dallo spazio si può osservare la Terra per prevedere e prevenire - ad esempio - disastri ambientali, assicurare rapidi interventi nelle aree di crisi, misurare gli effetti del cambiamento climatico. Anche in questi campi l'Italia è all'avanguardia con sistemi come Cosmo Sky-Med, fiore all'occhiello dei programmi ASI rivolti alla conoscenza del nostro pianeta.

L'Italia, attraverso l'ASI e l'industria italiana, continua anche una tradizione di ricerca nella propulsione spaziale, in particolare come leader del programma europeo VEGA, il piccolo lanciatore di progettazione italiana.

Oggi però lo spazio non è solo più uno straordinario settore della ricerca. E' anche un'importante opportunità economica. Il mercato delle telecomunicazioni e della navigazione satellitare - solo per citare un campo applicativo - è in continua espansione e l'ASI, con la sua esperienza nella costruzione messa in orbita di satelliti, opera perché l'Italia sia pronta a coglierne le occasioni.

Dalle domande fondamentali sulla comprensione dell'universo, sull'origine della vita, fino alla sperimentazione di nuove tecnologie, lo spazio appare oggi più che mai il luogo da cui partire per ampliare l'orizzonte culturale dell'uomo, far crescere la sua consapevolezza e garantire un futuro migliore sulla Terra. Grazie all'ASI, l'Italia è in prima fila in questa esemplare impresa umana.
Benvenuto su A.S.I. - Agenzia Spaziale Italiana | A.S.I. - Agenzia Spaziale Italiana

mercoledì 4 ottobre 2017

Onde gravitazionali, il Nobel per la Fisica 2017 agli scopritori


Rainer Weiss, Barry C. Barish e Kip S. Thorne hanno scoperto le onde previste da Einstein 100 anni fa. Un premio che tocca anche l’Italia: menzionate le collaborazioni con la stazione italo-europea.

Un premio Nobel annunciato: per la fisica quest’anno sono stati premiati gli scopritori delle onde gravitazionali. Rainer Weiss (classe 1932) di origine tedesca ma al Mit di Harvard già dal 1962, Barry C. Barish nato nel 1936 a Omaha nel Nebraska nel 1936, professore al Caltech californiano, e Kip S.Thorne nato a Logan (Utah), anche lui al Caltech, sono i tre nuovi laureati dall’Accademia delle scienze svedesi e vincitori dell’ambitissimo riconoscimento di nove milioni di corone svedesi. «Con entusiasmo e determinazione» dice un comunicato del Nobel, hanno condotto la collaborazione americana Ligo di un migliaio di ricercatori di 24 nazioni a rilevare il 14 settembre 2015 la prima onda gravitazionale prevista dalla teoria della relatività di Albert Einstein nel 1915, esattamente un secolo prima.



I tre laureati hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo e nelle ricerche legate al Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO), il doppio interferometro che il 14 settembre del 2015 ha osservato per la prima volta le onde gravitazioni

Weiss (l'ideatore di LIGO) e Thorne (il teorico) possono essere considerati i due padri dello strumento, mentre Barish è lo scienziato che ha portato a completamento il progetto.

Tutti e tre  hanno lavorato per quasi 40 anni per rendere possibile la prima osservazione delle onde gravitazionali. Ma occorrerebbe ricordare anche lo scozzese Ronald Drever, le cui ricerche sono state fondamentali per questo risultato, che il Nobel l'avrebbe vinto pure lui se non se ne fosse andato il 7 marzo di quest'anno. 



giovedì 28 settembre 2017

Missione sul sole/ Nasa: così la sonda Deardevil ci svelerà i segreti della nostra stella



È tutto pronto per sfiorare il Sole con un dito, o meglio con una sonda. La prossima estate, quella del 2018, sarà da ricordare: la Nasaha annunciato la sua intenzione di spingersi dove, prima d’ora, non è mai giunto nessun uomo e nessun mezzo da lui costruito. L’onore spetterà alla sonda Parker Solar Probe Plus, così chiamata in onore dell’astrofisico Eugene Parker che negli anni '50 sviluppò la teoria sul vento solare. Per gli "amici", comunque, Parker Solar Probe è semplicemente Daredevil. Il Diavolo Rosso avrà il compito di attraversare la parte più esterna dell'atmosfera solare, la corona, dove ha origine il vento solare, per conoscere meglio le dinamiche interne della nostra stella e i meccanismi all'origine degli sciami di particelle scagliati verso la Terra, che costituiscono appunto il vento solare. 

Missione sul sole/ Nasa: così la sonda Deardevil ci svelerà i segreti della nostra stella

lunedì 25 settembre 2017

EFFETTO OTTICO SPAZIALE



In questo time laps, costruito con le immagini riprese dal Telescopio spaziale Hubble, mostra chiaramente i due asteroidi in orbita uno attorno all'altro e la loro attività cometaria. Le riprese sono state effettuate poco prima che il sistema raggiungesse il perielio, il punto più vicino al Sole della sua orbita. Il movimento apparente della coda è solo prospettico, dovuto all'allineamento tra Terra, Sole e 188P, in cambiamento nell'arco dei giorni in cui sono state fatte le riprese (vedi l'immagine sotto con le date delle singole riprese). Ma la direzione della coda è dovuta in parte anche alla diversa dimensione delle particelle che la formano: inizialmente la direzione segue le particelle più grosse emesse a fine luglio, per via della sublimazione, in seguito invece seguendo le più sottili influenzate dalla radiazione solare, che dopo il 20 settembre le ha letteralmente soffiate via in modo massiccio . Credits: NASA, ESA, and J. DePasquale and Z. Levay (STScI)


venerdì 22 settembre 2017

Equinozio d’autunno: i principali festeggiamenti nel mondo




Come viene festeggiato l’equinozio d’autunno nel mondo? Nel Regno Unito il giorno dell’Equinozio viene utilizzato per calcolare la ricorrenza del festival del raccolto, celebrato la domenica della luna piena più vicina all’Equinozio di settembre. In molte nazioni dell’est asiatico si festeggia il festival di mezzo autunno il 15° giorno dell’8° mese lunare. In Corea del Sud questa festa è chiamata Chuseok. 
Le celebrazioni iniziano nelle prime ore mattutine, quando le famiglie visitano e puliscono le tombe dei loro antenati, lasciando delle offerte ai loro spiriti. Durante il giorno si consumano cibi e alcolici tradizionali come la torta di riso Songpyeon, e i vini sempre a base di riso Sindoju e Dongdongju.
Per approfondire 

Equinozio d’autunno: i principali festeggiamenti nel mondo - Meteo Web

sabato 26 agosto 2017

40 anni dal lancio di Voyager Spacecraft




Forty years after blasting off, Earth's most distant ambassadors — the twin Voyager spacecraft — are carrying sounds and music of our planet ever deeper into the cosmos.
Think of them as messages in bottles meant for anyone — or anything — out there.

Sunday marks the 40th anniversary of NASA's launch of Voyager 2, now almost 11 billion miles distant. It departed from Cape Canaveral on August 20, 1977, to explore Jupiter and Saturn.
Voyager 1 followed a few weeks later and is ahead of Voyager 2. It's humanity's farthest spacecraft at 13 billion miles away and is the world's only craft to reach interstellar space, the vast, mostly empty space between star systems. Voyager 2 is expected to cross that boundary during the next few years.

NASA, PBS Marking 40 Years Since Voyager Spacecraft Launches

mercoledì 23 agosto 2017

MAGNIFICHE FOTO DELL'ECLISSE!








Vi inviamo alcune foto dell'eclissi totale di Sole che ha avuto luogo negli USA poche ore fa e che è stata seguita da una parte dello staff dell'Osservatorio Astronomico del Righi dall'Idaho. Le foto sono state realizzate da Andrea Balestrero, Marco Ferro e Davide Zambonin dell'Osservatorio Astronomico del Righi


Walter Riva

Osservatorio Astronomico del Righi
tel. 348 2656360

domenica 20 agosto 2017

Eclissi di Sole USA 2017. Per chi NON sarà li a vederla!




Streaming è la parola magica. Il 21 agosto 2017, l’eclissi più osservata di tutti i tempi, attraverserà da costa a costa gli Stati Uniti. In tanti sono riusciti ad organizzarsi una vacanza per andare a vederla, e chi non ha potuto? Come dicevamo, l’eclissi più osservata e anche quella con il più ampio clamore mediatico… e la NASA, ma non solo, pensa anche a chi non sarà lì…

Eclissi di Sole USA 2017. Per chi NON sarà li a vederla! « Coelum Astronomia

lunedì 14 agosto 2017

UN BOLIDE SOLCA IL NOSTRO CIELO




Dall'Osservatorio Astronomico del Righi ecco un'immagine di un bolide (una stella cadente particolarmente luminosa) registrato ieri sera, 13 agosto, alle 23h 52m da Marina Costa (Osservatorio Astronomico del Righi) tramite un obiettivo fish-eye.
A destra del bolide emerge dagli alberi la costellazione di Cassiopea.
Bellissima immagine. Grazie

giovedì 10 agosto 2017

Oggi è San Lorenzo, ma per le vedere le stelle cadenti meglio aspettare il 12 agosto





Tradizionalmente il 10 agosto è la notte di San Lorenzo: per il folclore popolare, la notte delle stelle cadenti o delle lacrime di San Lorenzo; da un punto di vista scientifico, la notte per osservare lo sciame meteorico delle Perseidi.

Tuttavia il momento migliore per osservare le stelle cadenti è nella notte tra il 12 e il 13 agosto, quando si registra il momento di massima attività delle Perseidi. Il che non vuol dire che stanotte non ci siano stelle cadenti: quest'anno le Perseidi sono visibili già a partire da metà luglio e lo saranno ancora fino agli ultimi giorni di agosto. Ma il vero picco è previsto proprio nella notte tra il 12 e il 13, quando si stima un ritmo di 150 stelle cadenti all'ora.


Che cosa sono le stelle cadenti?
Fenomeno (detto anche stella cadente stella filante), consistente in una intensa eccitazione luminosa, ionizzazione ecc., che può verificarsi nell’atmosfera per la caduta di un meteoroide, cioè di un corpo solido in moto nello spazio interplanetario, di dimensioni minori di quelle di un asteroide e maggiori di quelle molecolari. I meteoroidi più piccoli (micrometeoroidi), aventi dimensioni inferiori a qualche decina di micrometri, costituiscono la cosiddetta polvere interplanetaria.
 Le sorgenti principali dei meteoroidi sono gli asteroidi e le comete. Gli asteroidi, collidendo fra loro, si rompono in pezzi sempre più piccoli; a quale punto di frammentazione l’oggetto debba essere considerato un meteoroide è largamente arbitrario: in genere si parla di meteoroide per i corpi aventi diametri minori di circa 1 km e di asteroidi per quelli più grandi. I nuclei delle comete, a ogni passaggio nelle vicinanze del Sole, liberano grandi quantità di grani di polvere e, quando esauriscono la loro attività, si trasformano essi stessi in uno o più meteoroidi. 
1. Origine ...continua su...

LA PIU' ANTICA FAMIGLIA DI ASTEROIDI



Sono scuri, non hanno un nome e sono più che 'age', superano i 4 miliardi di anni. Sono i membri della più antica famiglia di asteroidi mai osservata, 'scovata' nella fascia popolata da questi fossili del Sistema solare che si trova tra Marte e Giove. La scoperta, pubblicata su Science, è del gruppo internazionale coordinato dall'Osservatorio francese della Costa Azzurra a Nizza, sotto la guida dell'italiano Marco Delbo', originario di Novi Ligure. 

La scoperta costringe a rivedere la tradizionale teoria della formazione dei asteroidi perchè ha permesso di identificare alcuni planetesimi originali, corpi celesti tutti più grandi di 35 chilometri, supportando l'idea che questi corpi sono nati grandi. 

"Hanno oltre 4 miliardi di anni, la loro formazione risale a quella del nostro Sistema solare e sono scuri perché riflettono solo il 5-6% della luce del Sole, rispetto ad altri tipi di asteroidi che sono invece luminosi in quanto riflettono molto di più la luce", ha detto all'Ansa Delbo' tracciando l'identikit degli asteroidi più antichi. Questi ultimi "sono infatti formati in maggior parte da composti carbonacei, ma anche di materiali organici e acqua". "La famiglia non ancora un nome. Di solito le famiglie di asteroidi lo hanno, ma noi non abbiamo voluto darglielo perché non conosciamo il corpo 'parente', da cui si sono staccati; quest'ultimo magari ha già un nome e potrebbe essere rintracciato. Quindi aspettiamo".