LA SCUOLA DEL SAPERE AUGURA A TUTTI I LETTORI UN SERENO PERIODO DI VACANZA.

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domenica 20 agosto 2017

Eclissi di Sole USA 2017. Per chi NON sarà li a vederla!




Streaming è la parola magica. Il 21 agosto 2017, l’eclissi più osservata di tutti i tempi, attraverserà da costa a costa gli Stati Uniti. In tanti sono riusciti ad organizzarsi una vacanza per andare a vederla, e chi non ha potuto? Come dicevamo, l’eclissi più osservata e anche quella con il più ampio clamore mediatico… e la NASA, ma non solo, pensa anche a chi non sarà lì…

Eclissi di Sole USA 2017. Per chi NON sarà li a vederla! « Coelum Astronomia

lunedì 14 agosto 2017

UN BOLIDE SOLCA IL NOSTRO CIELO




Dall'Osservatorio Astronomico del Righi ecco un'immagine di un bolide (una stella cadente particolarmente luminosa) registrato ieri sera, 13 agosto, alle 23h 52m da Marina Costa (Osservatorio Astronomico del Righi) tramite un obiettivo fish-eye.
A destra del bolide emerge dagli alberi la costellazione di Cassiopea.
Bellissima immagine. Grazie

giovedì 10 agosto 2017

Oggi è San Lorenzo, ma per le vedere le stelle cadenti meglio aspettare il 12 agosto





Tradizionalmente il 10 agosto è la notte di San Lorenzo: per il folclore popolare, la notte delle stelle cadenti o delle lacrime di San Lorenzo; da un punto di vista scientifico, la notte per osservare lo sciame meteorico delle Perseidi.

Tuttavia il momento migliore per osservare le stelle cadenti è nella notte tra il 12 e il 13 agosto, quando si registra il momento di massima attività delle Perseidi. Il che non vuol dire che stanotte non ci siano stelle cadenti: quest'anno le Perseidi sono visibili già a partire da metà luglio e lo saranno ancora fino agli ultimi giorni di agosto. Ma il vero picco è previsto proprio nella notte tra il 12 e il 13, quando si stima un ritmo di 150 stelle cadenti all'ora.


Che cosa sono le stelle cadenti?
Fenomeno (detto anche stella cadente stella filante), consistente in una intensa eccitazione luminosa, ionizzazione ecc., che può verificarsi nell’atmosfera per la caduta di un meteoroide, cioè di un corpo solido in moto nello spazio interplanetario, di dimensioni minori di quelle di un asteroide e maggiori di quelle molecolari. I meteoroidi più piccoli (micrometeoroidi), aventi dimensioni inferiori a qualche decina di micrometri, costituiscono la cosiddetta polvere interplanetaria.
 Le sorgenti principali dei meteoroidi sono gli asteroidi e le comete. Gli asteroidi, collidendo fra loro, si rompono in pezzi sempre più piccoli; a quale punto di frammentazione l’oggetto debba essere considerato un meteoroide è largamente arbitrario: in genere si parla di meteoroide per i corpi aventi diametri minori di circa 1 km e di asteroidi per quelli più grandi. I nuclei delle comete, a ogni passaggio nelle vicinanze del Sole, liberano grandi quantità di grani di polvere e, quando esauriscono la loro attività, si trasformano essi stessi in uno o più meteoroidi. 
1. Origine ...continua su...

LA PIU' ANTICA FAMIGLIA DI ASTEROIDI



Sono scuri, non hanno un nome e sono più che 'age', superano i 4 miliardi di anni. Sono i membri della più antica famiglia di asteroidi mai osservata, 'scovata' nella fascia popolata da questi fossili del Sistema solare che si trova tra Marte e Giove. La scoperta, pubblicata su Science, è del gruppo internazionale coordinato dall'Osservatorio francese della Costa Azzurra a Nizza, sotto la guida dell'italiano Marco Delbo', originario di Novi Ligure. 

La scoperta costringe a rivedere la tradizionale teoria della formazione dei asteroidi perchè ha permesso di identificare alcuni planetesimi originali, corpi celesti tutti più grandi di 35 chilometri, supportando l'idea che questi corpi sono nati grandi. 

"Hanno oltre 4 miliardi di anni, la loro formazione risale a quella del nostro Sistema solare e sono scuri perché riflettono solo il 5-6% della luce del Sole, rispetto ad altri tipi di asteroidi che sono invece luminosi in quanto riflettono molto di più la luce", ha detto all'Ansa Delbo' tracciando l'identikit degli asteroidi più antichi. Questi ultimi "sono infatti formati in maggior parte da composti carbonacei, ma anche di materiali organici e acqua". "La famiglia non ancora un nome. Di solito le famiglie di asteroidi lo hanno, ma noi non abbiamo voluto darglielo perché non conosciamo il corpo 'parente', da cui si sono staccati; quest'ultimo magari ha già un nome e potrebbe essere rintracciato. Quindi aspettiamo". 

martedì 8 agosto 2017

ECLISSI TOTALE DI SOLE E PERSEIDI A AGOSTO


Quello del 2017 sarà un agosto “caldo”, anche dal punto di vista astronomico, tra eclissi e sciami meteorici, primo tra tutti quello delle Perseidi. Purtroppo per noi italiani, però, l’eclissi totale di Sole del 21 sarà completamente invisibile: l’evento sarà infatti osservabile soprattutto negli Stati Uniti: la zona di totalità attraverserà infatti gli Usa da ovest ad est. Andrà un po’ meglio per quella parziale di Luna la sera del 7 agosto: in gran parte dell’Italia il nostro satellite sorgerà proprio in concomitanza della fase di massimo e potremo quindi cercare di seguire la sua uscita dal cono di penombra quando ancora sarà molto basso sull’orizzonte.

mercoledì 26 luglio 2017

°°° IL TEMPO, di Rosa Maria Mistretta




IN LETTERATURA
“Cogli la rosa quando è il momento,
ché il tempo lo sai che vola...
e lo stesso fiore che oggi sboccia
domani appassirà.”, Walt Whitman
Letterati e poeti hanno interiorizzato il concetto di tempo, trasformandolo in un concetto personale, un vissuto affiancato a sentimenti e a emozioni. A volte il tempo fu espresso come il desiderio di sopravvivere alla morte, illudendosi così di prolungare il proprio tempo. In Omero (poeta greco) nell’ Iliade (libro I, 352-353) è scritto: “Poi che mi generasti a vivere breve vita, gloria almeno dovrebbe darmi l’Olimpo......
In tutta la letteratura Cristiano-antica e poi Cristiano-medievale, e anche l’iconografia medievale spesso incentrata sul tema del Giudizio Universale, della pena e del premio oltre la morte, il tempo della vita appare come un breve pellegrinaggio, un esilio destinato a sfociare in un’eternità di dolore e gioia. 
Si può citare Dante Alighieri, il sommo poeta (Firenze, tra il 21 maggio e il 21 giugno 1265 – Ravenna, notte tra il 13 e il 14 settembre 1321) che accenna alla nozione di tempo sia nel canto XI del Purgatorio, vv. 91-108, sia nel canto XXXI del Paradiso, ai versi 37-38: guardandosi intorno nell’empireo dice con stupore di essere venuto “dal divino all’umano, a l’etterno dal tempo”. Noi siamo “tempo”, al di là c’è l’eterno o, secondo alcuni, il nulla.
In Ugo Foscolo (Zante, 6 febbraio 1778 – Turnham Green, 10 settembre 1827) il tempo è espresso con la seguente ode della raccolta:

Il TEMPO - p 246 / ODE LIBERA.
Invido Veglio, che di verde e forte
    Vecchiezza carco e di gran falce armato,
    Tempo, che sul creato
    Stendi l’ale tacenti e, mentre al corso
    Te stesso incalzi e fuggi,
    Ti rinnovi mai sempre e ti distruggi;
Là ne’ secoli eterni entro le fosche
    Voragini del caos, ove la folta
    E varia schiera de’ possibil tutti
    Giacea confusa, e in suo silenzio il cenno
    Stava aspettando de la man divina,
    Tu nel torbido mar dell’infinito,
    Al volo ancor non uso,
    Notavi in sen d’Eternità rinchiuso.

NEL PENSIERO FILOSOFICO
In particolare la nozione di tempo ha costituito un problema costante fin dalle trattazioni mitologiche. Crono o Kronos (Κρόνος) è una divinità pre-olimpica della mitologia e della religione greca, figlio di Urano (il cielo) e di Gea (la terra), titano della fertilità, del tempo e dell'agricoltura: era padre di tutte le cose.
Trattando di pensiero antico, il tempo nei Pitagorici (scuola filosofica del VI secolo a.C.) era considerato un continuo divenire, per lo più ciclico (il ritmo del cambiamento cosmico). Per Parmenide (filosofo greco), invece, non è che un’illusione e, per Zenone di Elea (489 a.C. – 431 a.C. un filosofo greco antico presocratico della Magna Grecia) il tempo è un assurdo, come il movimento stesso, essendo l’Essere, considerato la vera essenza delle cose, immutabile.
Il concetto del tempo, come gerarchicamente inferiore all’eternità, ritorna in Platone (antico filosofo greco, ebbe come maestro Socrate e suo allievo fu Aristotele) per cui solo nel mondo materiale corruttibile hanno senso il passato e il futuro, mentre alla sostanza eterna compete un eterno presente immobile.
Il pensiero aristotelico da un lato assume il movimento perfetto dei cieli come riferimento per la misura del tempo, dall’altro pone il primo motore immobile fuori dal tempo e quindi eternamente presente.
ARISTOTELE (dalla Fisica): "Ora l’osservazione del giorno e della notte, dei mesi e dei periodi degli anni hanno fornito il numero e procurato la nozione del tempo e la ricerca intorno alla natura dell’Universo... Questo è in realtà il tempo: il numero del movimento secondo il prima e il poi".
Per Aristotele l'entità chiamata "tempo" è suscitata nella mente umana da una realtà in movimento: in un mondo statico non può essere concepita l'idea del tempo, in un universo immobile, e senza una mente che la misuri, la dimensione della temporalità non potrebbe esistere. Il mondo è eterno e perciò sia il tempo sia il movimento sono infiniti. Secondo la sua definizione il tempo è moto che ammette una numerazione.
Successivamente, con la diffusione del Cristianesimo, si afferma la fede in una vera sopravvivenza dell’anima in Dio. È importante citare Sant’Agostino d’Ippona, (Tagaste, 13 novembre 354 – Ippona, 28 agosto 430), padre, dottore e santo della Chiesa cattolica,, filosofo, vescovo e teologo berbero con cittadinanza romana. Egli è stato definito il massimo pensatore cristiano del primo millennio e certamente anche uno dei più grandi geni dell'umanità in assoluto. Nelle sue opere cita il tempo creato da Dio e quel Dio stesso è lui stesso eternità.
SANT' AGOSTINO (dalle Confessioni): "Il passato non esiste più, il futuro non esiste ancora. Ma se il presente rimanesse sempre presente e non tramontasse nel passato, non sarebbe tempo, ma eternità".
Agostino, abbandonata la concezione ciclica temporale e manifesta una interiorizzazione del tempo e una sua riduzione a «estensione dell’anima», successione di stati di coscienza in quanto ricordo del passato («presente del passato»), aspettazione del futuro («presente del futuro»), ma anche il presente come passaggio, come tensione lineare e progressiva verso la perfezione e la liberazione, una volta dissolto il tempo nell’eternità spirituale. Tale concezione del tempo come concreta esperienza interiore, come durata, verrà ripresa dal filosofo francese H. Bergson (Parigi, 18 ottobre 1859 – Parigi, 4 gennaio 1941) verso la fine dell’Ottocento, in polemica con il tempo spazializzato della fisica.
Alla domanda "che cosa è il tempo?" Sant'Agostino risponde:
(Confessioni, XI, 14): "Che cos'è allora il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so, se dovessi spiegarlo a chi me ne chiede, non lo so eppure posso affermare con sicurezza di sapere che se nulla passasse, non esisterebbe un passato; se nulla sopraggiungesse, non vi sarebbe un futuro; se nulla esistesse non vi sarebbe un presente (...). Sc dunque il presente, perché sia tempo, deve tramontare nel passato, in che senso si può dire che esiste, se sua condizione all'esistenza è quella di cessare di esistere, se cioè non possiamo dire che in tanto il tempo esiste in quanto tende a non esistere?"
Con Immanuel Kant, lo spazio e il tempo assoluti divengono le forme a priori di ogni esperienza possibile, e il carattere irreversibile della successione temporale degli eventi viene connesso alla relazione, anch’essa irreversibile, tra causa ed effetto. Kant (Königsberg, 22 aprile 1724 – Königsberg, 12 febbraio 1804) è stato un filosofo, il più importante esponente dell'illuminismo tedesco, anticipatore degli elementi fondanti della filosofia idealistica e della modernità.


NEL PENSIERO SCIENTIFICO
"Il concetto di tempo immaginario è il concetto fondamentale in base al quale va formulato il modello matematico; il tempo ordinario sarebbe in tal caso un modello derivato che noi inventiamo - come parte di un modello matematico - al fine di descrivere le nostre impressioni soggettive dell’universo". S. HAWKING (Halley Lectures, 1989):
Con la rivoluzione scientifica del ’600 il tempo diviene parametro misurabile del movimento .Da Isaac Newton (Woolsthorpe-by-Colsterworth, 25 dicembre 1642 – Londra, 20 marzo 1727) in poi prende corpo la distinzione tra il tempo assoluto, che forma, insieme allo spazio assoluto, lo scenario metafisico (definito come Sensorium Dei) di ogni evento naturale, e il tempo relativo, riferito a particolari sistemi di misurazione in determinati sistemi di riferimento.
NEWTON (dai Principia Mathematica): "Il tempo assoluto, vero, matematico, in sé e per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, scorre uniformemente".
Il concetto di tempo della fisica classica viene profondamente rivisto nella teoria della relatività einsteiniana:
EINSTEIN (dalla lettera di condoglianze alla sorella di Michele Besso, marzo 1955): "Per noi fisici convinti, la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione, anche se tenace".
La relatività asserisce il carattere relativo della simultaneità (due eventi che avvengono contemporaneamente in punti diversi di un sistema di riferimento non sono simultanei in un altro sistema di riferimento in moto rispetto al primo) e il fenomeno della dilatazione del tempo, per cui la durata di un qualsiasi processo fisico è minima nel sistema di riferimento in cui il corpo che subisce tale processo è in quiete.
Non ha più senso quindi parlare di tempo assoluto, ma solo di tempo relativo e la misura del tempo risulta correlata a coordinate spaziali, per cui si parla di coordinata temporale nello spazio-tempo a quattro dimensioni.
L’altro aspetto intuitivo del concetto di tempo, il suo scorrere sempre in una direzione, è stato affrontato nella fisica moderna come problema della reversibilità del tempo. Il comportamento delle equazioni esprimono l’evoluzione temporale di un determinato fenomeno con inversione del tempo, ossia con il cambiamento di segno della variabile temporale. Mentre le leggi della meccanica sono invarianti per inversione del tempo, i processi termodinamici reali non godono di questa proprietà, ossia sono fondamentalmente irreversibili, come espresso per altro dal fatto che l’entropia di un sistema isolato tende sempre ad aumentare, da cui nasce il problema della meccanica statistica di ricondurre l’irreversibilità dei fenomeni macroscopici alle leggi reversibili valide per i processi microscopici.

SI PARLA DI TEMPO NELLA….
·        FISICA:
E’ una successione di istanti, intesa come un’estensione illimitata, capace di essere suddivisa, misurata, e distinta, in ogni sua frazione o momento. è in genere con questa accezione di grandezza misurabile che viene considerato il tempo in fisica. Esso può essere assunto come coordinata per lo studio dell’evoluzione temporale dei fenomeni solo quando ne sia stata definita l’unità di misura, scelta riferendosi a fenomeni naturali periodici che siano al massimo grado riproducibili e invariabili. nella definizione del tempo fisico, si assume il secondo come unità fondamentale del Sistema Internazionale (SI), collegandolo alla frequenza di una particolare radiazione dell’atomo di cesio (è detto anche tempo atomico, e si indica ufficialmente come IAT, International Atomic Time, in Italia e in Francia anche TAI, sigla rispettivamente di Tempo Atomico Internazionale e Temps Atomique International).
·        GEOLOGIA
il tempo geologico è l’intervallo cronologico della storia della Terra entro il quale sono possibili datazioni, o di tipo relativo (sulla scorta di fossili, di avvenimenti geologici particolari) o di tipo assoluto (di solito in base a metodi isotopici). L’unità di tempo geologico è di regola il milione di anni, ma per l’era quaternaria si può scendere anche al migliaio di anni.
·        SOCIETÀ PER LA QUOTIDIANITÀ
Si definisce tempo civile, il tempo solare medio del meridiano centrale di ognuno dei 24 fusi orari in cui si considera divisa la superficie terrestre.
Il tempo legale, invece, è quello adottato in alcune nazioni, che differisce per ragioni pratiche dal tempo civile.
Per potersi riferire a una medesima determinazione di tempo, sia per fini pratici sia per fini scientifici, si conviene di assumere come tempo universale (indicato con le sigle TU, Temps Universel, o UT, Universal Time) il tempo solare medio di Greenwich (GMT, Greenwich Mean Time), cioè il tempo civile del fuso orario centrato sul meridiano fondamentale. Per ridurre le piccole irregolarità del tempo UT dovute a irregolarità della rotazione terrestre, divenute rapidamente insopportabili per le crescenti necessità di precisione delle scienze e della tecnica, furono introdotte altre scale di tempo: il tempo UT1, con cui si teneva contro delle piccole oscillazioni dell’asse terrestre e il tempo UT2, con cui si teneva conto anche della piccola influenza dei moti dell’atmosfera sul periodo della rotazione terrestre.
la vita civile è necessariamente ritmata sui cicli solari del giorno e dell’anno, quindi si è posta l’esigenza di conservare la scala UT e di raccordarla a quella basata sul tempo atomico per mezzo di un sistema denominato tempo universale coordinato (UTC) che è una scala di tempo atomico corretta ad epoche prefissate (generalmente alla fine di giugno e alla fine di dicembre) mediante integrazione di secondi, detti secondi intercalari, al fine di mantenere la differenza tra UT e UTC minore di un secondo: tale scala è stata adottata ovunque a partire dal 1° gennaio 1972 ed è quella che attualmente regola la vita civile.


LA MISURA DEL TEMPO IN ASTRONOMIA

In astronomia sono numerose le scale temporali utilizzate. le unità base del calendario sono tre: il giorno, il mese e l'anno, corrispondenti a tre fenomeni astronomici, rispettivamente la rotazione diurna della Terra, la rotazione della Luna e la rivoluzione della Terra intorno al Sole.
La misura del tempo è collegata ai moti di rotazione e di rivoluzione della Terra e richiede il riferimento ad eventi che si ripetono con regolarità nel corso di lunghe fasi.
Si definisce tempo solare in base all’anno solare o tropico, ossia all’intervallo di tempo che intercorre tra due successivi passaggi del Sole all’equinozio di primavera, e si distingue in tempo solare vero, per il quale la lunghezza del giorno è quella scandita dal passaggio del sole al meridiano superiore del luogo di osservazione, variabile nel corso dell’anno, e tempo solare medio, nel quale la lunghezza del giorno è assunta costante.
Il giorno solare è l'intervallo di tempo del passaggio del Sole, dovuto al moto di rivoluzione della Terra. il moto apparente del Sole è variabile poiché la terra muove intorno al Sole a velocità diverse, a seconda del punto in cui si trova,.
È detta Equazione del Tempo la differenza ad ogni istante tra l’ascensione retta del Sole medio e quella del Sole vero che corrisponde alla differenza tra il tempo solare vero e il tempo solare medio (il cui valore massimo è di circa 16 minuti).
Il tempo siderale, invece, è quello riferito a un astro o altro punto della sfera celeste anziché al Sole. Il giorno sidereo è l'intervallo di tempo, considerato da un osservatore sulla Terra, del passaggio di una stella fissa , cioè dopo quanto tempo questa riappare nello stesso punto. Il passaggio apparente della stella è causa del moto di rotazione terrestre, il quale però non è costante a causa delle frizioni delle maree : infatti il nostro pianeta non è un corpo rigido e subisce delle deformazioni, quali le maree, sulle enormi masse che lo compongono. le deformazioni sono dovute all'azione gravitazionale del Sole e della Luna, che nel corso del tempo hanno causato al moto della Terra accelerazioni e ritardi accidentali, totalmente casuali, .
nè il giorno sidereo nè il giorno solare possono essere presi come unità di misura costanti.
Inoltre il giorno solare e quello sidereo non coincidono perchè gli astri a cui si riferiscono hanno, nel loro movimento, direzioni diverse. Infatti tutto il sistema, comprese le stelle, ha un moto apparente che và da Est verso Ovest, mentre il moto reale del Sole va da Ovest verso Est: se il sole e una stella passano contemporaneamente, quest'ultima avrà sempre 4 minuti circa di anticipo.
Quindi sia che si consideri il giorno solare o quello sidereo, si avrà sempre un conteggio errato che, anche se di poco, col passare del tempo si accumula e si è costretti a riformulare o a modificare il proprio calendario.
Per quanto riguarda la durata dell'anno, bisogna vedere se si considera l'anno siderale, cioè il tempo impiegato dalla Terra per fare un giro intorno al Sole, oppure l'anno tropico, che segue meglio l'alternarsi delle stagioni, ed è il tempo che la Terra impiega per attraversare due volte -consecutive- la linea degli equinozi.
Ancora, bisogna ricordare che neanche le stagioni sono sempre della stessa durata: la Terra ruota più in fretta in estate che in inverno, ma non sempre nella stessa maniera.
L'estate tende ad aumentare di 58 minuti ogni secolo, mentre di tale quantità diminuirebbe l'inverno, e la primavera tende ad accorciarsi di 1 ora e 40 minuti per secolo (con conseguente allungamento dell'autunno).
Tutte queste scale temporali sono detti tempi locali, in quanto dipendono dalla longitudine del punto di osservazione.
Fu introdotto, inoltre, il tempo delle effemeridi (indicato come ET, Ephemeris Time), scala del tempo universale nella quale il secondo è dato dalla frazione 1/31556925,9747 della lunghezza dell’anno tropico del 1900, costituendo dal 1954 al 1967 l’unità di misura del tempo assunta dal Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure, prima di essere sostituito dal secondo atomico.
Il fenomeno periodico più appariscente considerato come indicazione del fluire del tempo è l'alternarsi del giorno e della notte.
La Terra ruota intorno al Sole con un'orbita ellittica e la Luna, a sua volta, si muove intorno alla Terra.

Il Sole nel cielo descrive un cammino apparente intorno alla Terra (eclittica) inclinato di 23° 27' 8" rispetto all'equatore celeste ed il punto d'intersezione dell'equatore celeste con l'eclittica è chiamato punto : quando il Sole si trova su di esso si è all'Equinozio di Primavera.
Continua su: http://mistrettarm.blogspot.it/2017/08/un-grande-enigma-di-rosa-maria-mistretta.html

https://mistrettarm.blogspot.it/2017/08/lo-speciale-di-rai-filosofia-il-tempo.html

sabato 22 luglio 2017

Space X, Elon Musk rilancia: "Su Marte con un mezzo più grande"





ELON Musk manda in soffitta le sonde marziane. Ma certo non il progetto di sbarcare sul pianeta rosso. Il vulcanico businessman, fondatore di PayPal, Hyperloop, Tesla e una quantità di altre società che stanno costruendo il futuro, ha fornito una serie di aggiornamenti sui suoi piani di esplorazione spaziale nel corso di una conferenza a Washington D.C. Il suo gruppo, quello Space X che con i Falcon 9  sta rivoluzionando il rapporto con lo spazio, mollerà il progetto delle capsule Dragon destinate proprio all’approdo su Marte, inizialmente previsto per il 2020.

Space X, Elon Musk rilancia: "Su Marte con un mezzo più grande" - Repubblica.it

giovedì 20 luglio 2017

Marte: la NASA scopre "squame di drago" sulla superficie del pianeta rosso


Questo paesaggio marziano catturato dal MRO non combacia con quelli precedentemente apparsi nelle immagini di rover e sonde. Ha piuttosto qualcosa di inedito, nei colori e nel soggetto. Il modello interessante della superficie marziana proviene, secondo gli scienziati, da antiche interazioni tra le rocce della superficie di Marte e l’acqua, le quali hanno interessato un lungo processo di erosione. “La natura dell’acqua responsabile della modifica e del modo in cui interagiva con la roccia fino a formare il fango è qualcosa per cui si sta ancora studiando e di cui ancora poco si conosce”, ha detto la NASA.

Marte: la NASA scopre "squame di drago" sulla superficie del pianeta rosso

domenica 16 luglio 2017

TEMPESTA MAGNETICA IN ATTO




Cari Amici,
sperando di fare cosa gradita vi inviamo l'immagine del Sole di 
quest'oggi con in evidenza, in alto a sinistra, la macchia n. 2665 
responsabile della tempesta magnetica, per fortuna di moderata 
intensità, che sta colpendo in queste ore il nostro pianeta casuando 
aurore boreali visibili anche dalle latitudini della Nuova Zelanda.

L'immagine è stata ripresa quest'oggi, alle ore 12h 26m, da Marina Costa 
dell'Osservatorio Astronomico del Righi tramite il telescopio Nexstar 11 
dell'Osservatorio e una camera ASI 120MM, elaborazione Avistacks.

Cordiali saluti e cieli sereni

Walter Riva
Osservatorio Astronomico del Righi

mercoledì 12 luglio 2017

Nuova misura dell'espansione dell'universo





La misura più recente della velocità di espansione dell'universo rischia di far 'scricchiolare' l'attuale teoria di riferimento della cosmologia. Pubblicato sulla rivista Monthly Notices of Royal Astronomical Society, il nuovo dato deriva dalle osservazioni fatte dal gruppo internazionale coordinato dall'Istituto tedesco Max Planck e si discosta leggermente dal valore finora indicato della costante di Hubble, una delle misure fondamentali dell'universo.

Se in futuro questa leggera discrepanza dovesse essere confermata da nuove misure, potrebbe andare in crisi il Modello Standard della Cosmologia e, come accade nella fisica delle particelle, anche nello studio dell'universo nuovi dati potrebbero aprire il sipario su leggi fisiche del tutto nuove. rischia di far 'scricchiolare' l'attuale teoria di riferimento della cosmologia. Pubblicato sulla rivista Monthly Notices of Royal Astronomical Society, il nuovo dato deriva dalle osservazioni fatte dal gruppo internazionale coordinato dall'Istituto tedesco Max Planck e si discosta leggermente dal valore finora indicato della costante di Hubble, una delle misure fondamentali dell'universo.


Se in futuro questa leggera discrepanza dovesse essere confermata da nuove misure, potrebbe andare in crisi il Modello Standard della Cosmologia e, come accade nella fisica delle particelle, anche nello studio dell'universo nuovi dati potrebbero aprire il sipario su leggi fisiche del tutto nuove. 


venerdì 30 giugno 2017

Asteroid Day è una ricorrenza organizzata dall’ONU a livello internazionale



Venerdì 30 giugno a partire dalle ore 21.30, in occasione dell'Asteroid Day * (www.asteroidday.org), l'Osservatorio Astronomico del Righi sarà aperto al pubblico con il seguente programma:
- nel nuovo Planetario del Parco delle Mura avrà luogo "Pietre dal cielo. A caccia di meteoriti", una speciale proiezione full-dome che integra un filmato per Planetario sugli asteoroidi con l'osservazione dal vero di alcuni campioni di meteoriti
- nell'Aula Planetario, sempre a partire dalle 21.30, avrà luogo la proiezione "Viaggio nel Sistema Solare"
- al telescopio dell'Osservatorio, a partire dalle ore 22.00 e condizioni meteo permettendo, tramite turni ripetuti di circa 30 minuti, effettueremo un'osservazione pubblica del pianeta Giove e, a partire dalle ore 22.30 circa, anche di Saturno. E' infatti concomitante anche la manifestazione "Occhi su Saturno" che prevede l'osservazione al telescopio del pianeta con gli anelli

Le attività che è possibile seguire variano da una soltanto (una proiezione in planetario, il laboratorio didattico, l'osservazione al telescopio) a una combinazione fra esse, a scelta dei visitatori.

Il contributo richiesto varia a seconda di quali attività si sceglie di fare:
in caso dell'osservazione al telescopio (attività possibile soltanto in caso di condizioni meteo favorevoli) il contributo è 3 € per gli adulti e 2 € per i bimbi fra i 4 e i 12 anni.
Per ogni proiezioni in Planetario o per la partecipazione al laboratorio didattico il contributo richiesto è 5 € per gli adulti e 4 € per i bambini dai 4 ai 12 anni.
Nel caso si desiderasse partecipare a più attività proposte o a una combinazione fra di esse il contributo richiesto varierà a seconda della combinazione prescelta e sarà inferiore alla somma dei contributi delle singole attività svolte; per esempio se l'osservazione al telescopio si combina a una qualsiasi altra attività, il contributo richiesto per l'osservazione diviene di 2 € per gli adulti e di 1 € per i bimbi.
Per tutte queste attività non è prevista la prenotazione: si invitano gli interessati a presentarsi in Osservatorio con un po’ di anticipo rispetto all'attività prescelta.
*Asteroid Day è una ricorrenza sancita dall’ONU a livello internazionale per ricordare ogni anno l’anniversario dell’impatto avvenuto a Tunguska, in Siberia, il 30 giugno 1908 e promuovere la consapevolezza del rischio di impatti con la Terra da parte di asteroidi o comete (https://asteroidday.org/).


Inoltre segnaliamo volentieri la seguente iniziativa organizzata dall'Asssociazione Genova Cultura che si svolge presso l'Osservatorio Astronomico del Righi:

Domenica 2 luglio a partire dalle ore 20.30 "Il mondo di Guerre Stellari"
Star Wars è, senza alcun dubbio, la saga fantascientifica più famosa, il mondo di Guerre stellari ci ha da sempre appassionato. Ma quali sono i personaggi principali della saga e quale ruolo hanno ricoperto? Lo scopriremo in questo fantastico percorso da Yoda il più potente Cavaliere dell’Ordine, nonché il Gran Maestro del Consiglio Jedi. A lui è spettato il compito di addestrare tutti i giovani iniziati Jedi del Tempio, grazie alla sua profonda conoscenza della Forza e alla sua saggezza. Obi-Wan Kenobi, la sua storia come Jedi inizia con Qui-Gon Jinn di cui fu Padawan, ovvero apprendista. Divenne poi egli stesso Maestro per due dei più importanti personaggi di Guerre Stellari: Anakin Skywalker, durante l’ultimo periodo di vita della Repubblica, e poi per il figlio Luke, nell’era dell’Impero. Dart Vader considerato il vero protagonista della saga, nasce come Anakin Skywalker e viene addestrato alla Forza da Obi-Wan Kenobi; dimostra subito di essere un grande Cavalieri Jedi e si distingue per le sue tante capacità e abilità, che mette in campo durante le guerre dei cloni. Luke Skywalker figlio di Anakin Skywalker e della senatrice Padmé Amidala. Subito dopo la sua nascita, e quella della sorella gemella Leila, la mamma muore e così i Maestri Jedi, Obi-Wan Kenobi e Yoda, decidono di separare i bambini e portarli lontano, in modo che possano sfuggire al controllo del padre, ormai passato al lato oscuro della Forza. Luke viene affidato agli zii Owen Lars e Beru Whitesu su Tatooine. Leila la principessa guerriera, bella e sexy e pronta a lottare con il coltello tra i denti.
Un percorso, per un pubblico appassionato alle vicende di Star Wars, per incontrare i personaggi più rappresentativi nello splendido scenario del Righi e dell’Osservatorio astronomico.Costi: SOCI: € 10 – non SOCI: €  12 - ragazzi fino ai 14 anni: € 8
Per questo evento di domenica 2 luglio è necessaria la prenotazione da effettuarsi presso genovacultura@genovacultura.org ;
tel. 0103014333- 3921152682




Walter Riva 
Osservatorio Astronomico del Righi 
tel. 347 5859662

giovedì 29 giugno 2017

30 giugno Asteroid Day 2017. Gli streaming! - Coelum Astronomia





Il 30 giugno 2017 segui con noi IN STREAMING su coelum.com l’evento organizzato dal GAMP in occasione della manifestazione internazionale ASTEROID DAY per parlare di asteroidi potenzialmente pericolosi. 
Sempre in streaming saranno disponibili, oltre a numerosi eventi in tutto il mondo, anche l’evento del Virtual Telescope (Asteroid Day Italia) e l’evento congiunto ESA, NASA e JAXA su asteroidday.org

La scia del meteorite di Chelyabinsk che ha attraversao i cieli della Russia nel 2013

giovedì 22 giugno 2017

Voci e domande dell’astrofisica




Qual è lo stato dell’arte delle nostre conoscenze sui neutrini? Quali ricerche sono in corso sui lampi gamma, e cosa ci aspettiamo di scoprire? Questi sono solo alcuni degli interrogativi a cui ci proponiamo di rispondere con la neonata rubrica Voci e domande dell’astrofisica. A partire da oggi, ogni martedì e venerdì saranno le ricercatrici e i ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica a raccontarvi cosa bolle in pentola nel loro campo di studi.

Vedi alla voce: astrofisica | MEDIA INAF

mercoledì 21 giugno 2017

SOLSTIZIO D'ESTATE IN OSSERVATORIO



Per il giorno più lungo dell’anno Poste Italiane si prepara a celebrare l’evento in tutto il Nord Ovest con una vivace iniziativa dedicata, offrendo a tutti i collezionisti un doppio annullo filatelico intitolato “Solstizio a Nord Ovest”.

I due annulli speciali figurati, promossi da Poste Italiane S.p.A. Area Territoriale Nord Ovest, potranno essere richiesti presso gli Spazi Filatelia di  Torino, in Via Alfieri 10, e di Genova, in Via Dante 4n, nella giornata di Mercoledì 21 giugno 2017 dalle ore 8.20 alle ore 13.35. Qui saranno disponibili, le più recenti emissioni di francobolli, insieme ai tradizionali prodotti filatelici di Poste Italiane: folder, pubblicazioni filateliche, cartoline, buste primo giorno, libri e raccoglitori per collezionisti e, inerenti al Solstizio, tre cartoline tematiche a tiratura numerata e limitata, raccolte in un cofanetto, acquistabili anche presso tutti gli sportelli filatelici di Piemonte e Liguria.  
Nella stessa giornata di Mercoledì 21 giugno, dalle ore 13.00 alle ore 13.30, lo “Spazio Filatelia Genova” ospiterà una breve conferenza, aperta al pubblico, dal titolo Il solstizio d’estate: tra scienza e tradizione popolare”, che avrà come relatore il Dr. Walter Riva, responsabile dell’Osservatorio Astronomico del Righi a Genova.

Giovedì 22 giugno è invece in programma un'apertura pubblica dell'Osservatorio Astronomico del Righi. Le attività iniziano in Aula Planetario, a partire dalle ore 21.30, con la proiezione "Stelle e costellazioni dell'estate" mentre nel nuovo Planetario del Parco delle Mura, sempre a partire dalle 21.30, avrà luogo la proiezione "Galactos, oltre la Via Lattea", una speciale proiezione full-dome che ci condurrà dalla nostra Galassia fino ai più remoti confini dell'universo. Al telescopio dell'Osservatorio, a partire dalle ore 22.00 e condizioni meteo permettendo, tramite turni ripetuti di circa 30 minuti, effettueremo un'osservazione pubblica del pianeta Giove e, a partire dalle ore 23.30 circa, anche di Saturno.

Le attività che è possibile seguire variano da una soltanto (una proiezione in planetario, il laboratorio didattico, l'osservazione al telescopio) a una combinazione fra esse, a scelta dei visitatori.

Il contributo richiesto varia a seconda di quali attività si sceglie di fare:

in caso dell'osservazione al telescopio (attività possibile soltanto in caso di condizioni meteo favorevoli) il contributo è 3 € per gli adulti e 2 € per i bimbi fra i 4 e i 12 anni.
Per ogni proiezioni in Planetario o per la partecipazione al laboratorio didattico il contributo richiesto è 5 € per gli adulti e 4 € per i bambini dai 4 ai 12 anni.
Nel caso si desiderasse partecipare a più attività proposte o a una combinazione fra di esse il contributo richiesto varierà a seconda della combinazione prescelta e sarà inferiore alla somma dei contributi delle singole attività svolte; per esempio se l'osservazione al telescopio si combina a una qualsiasi altra attività, il contributo richiesto per l'osservazione diviene di 2 € per gli adulti e di 1 € per i bimbi.
Per tutte queste attività non è prevista la prenotazione: si invitano gli interessati a presentarsi in Osservatorio con un po’ di anticipo rispetto all'attività prescelta.

Walter Riva 
Osservatorio Astronomico del Righi 

martedì 20 giugno 2017

ROCCE E MINERALI DELLA LUNA, di Rosa Maria Mistretta




Il valore scientifico dei campioni di suolo lunari (età compresa fra 3 e 4,5 miliardi di anni circa) 
è inestimabile e permette di

· conoscere la composizione del suolo lunare,
· comprendere alcune questioni aperte inerenti alla genesi del satellite,
· approfondire l’origine del Sistema Solare.

L’assenza di un'atmosfera, di un'idrosfera e di un'attività dinamica interna ha permesso la permanenza sul suolo lunare di tracce delle prime fasi della storia geologica del satellite, conservandone le testimonianze dei primi anni della sua storia evolutiva .
La consistenza del terreno lunare fu ponderata nel 1966 da Luna 9 e Surveyor 1, dimostrando la capacità di sopportare l'allunaggio di mezzi meccanici e l'eventuale passeggiata d'esseri umani.
Nel 1967 Surveyor 5 analizzò la composizione chimica della superficie dei mari lunari, rilevando una stretta analogia con la lava basaltica terrestre.

I dati selenografici più indicativi sono stati ricavati a partire dal 20 luglio 1969, quando l'Apollo 11 atterrò sul suolo lunare: la raccolta di campioni era uno degli obiettivi della missione e, nelle due ore d'attività extraveicolare, gli astronauti Armstrong e Aldrin raccolsero circa 21.5 chilogrammi d'esemplari di rocce.
Le osservazioni dirette compiute permisero di avere informazioni inerenti alla composizione del terreno, che risultò chimicamente simile a quello terrestre, anche se alcuni elementi si presentarono in percentuale alquanto differente.

Tutto il materiale raccolto proviene dal regolite, strato di frammenti polverosi che copre la superficie, spesso dai 10 ai 100 metri, prodotto da impatto di meteoriti cadute nel corso di miliardi d'anni.
Sebbene il paesaggio lunare sia stato profondamente segnato dagli eventi da impatto, di cui è rimasta traccia con i numerosissimi crateri, la frazione di materiale meteorico nel suolo è scarsa, inferiore al 2%. Il fenomeno è spiegabile perché la maggior parte delle meteoriti che cadono sulla Luna è costituita da condriti carbonacee, molto fragili, che si polverizzano al violento impatto.
(Condrite = meteorite litoide (o aerolite), caratterizzata dalla presenza di condrule, agglomerati a forma di piccola sfera di circa 1 mm di diametro.
Le condriti carbonacee hanno un grande interesse cosmochimico, contenendo composti del carbonio, elemento basilare che costituisce la materia vivente.)

Le rocce lunari
L'età delle rocce lunari è legata direttamente alla storia termica della Luna, poiché l'età di una roccia magmatica è segnata dal momento in cui essa si cristallizza.
Le rocce più antiche sono state raccolte dall'Apollo 17, l'ultima missione sulla Luna avvenuta nel dicembre 1972, in cui sono stati rinvenuti frammenti di roccia di 4 miliardi d'anni fa circa e i campioni più belli, rocce di colore arancione, trovati nel cratere Shorty

I campioni lunari sono stati suddivisi in tipi litologici:
Tipo A
Basalto: roccia ignea, cristallina, vescicolare, a grana fine
Tipo B
Gabbro: roccia ignea, cristallina, ricca di cavità, a grana media
Tipo C
Breccia: agglomerato di rocce ignee, particelle minerali, con sferule vetrose e altro materiale del suolo lunare
Tipo D
Suolo lunare: disgregazione delle rocce a causa del costante bombardamento di meteoriti e micro meteoriti

Le rocce cristalline di tipo A e B sono d'origine vulcanica, formate in seguito ad una colata lavica superficiale e costituiscono corpi intrusivi prossimi alla superficie. Le rocce presentano la tessitura caratteristica delle rocce terrestri: la cristallizzazione è avvenuta secondo processi analoghi.
I basalti sono ricchi in vescicole generalmente sferiche, di diametro 1-3 mm, le cui pareti sono spesso delimitate da facce cristalline incluse nella massa di fondo.

Nei gabbri sono stati rinvenuti cristalli di pirroxferroite, nuovo minerale lunare.
Le brecce sono una mescolanza di rocce presenti sul suolo lunare e, probabilmente, sono depositi formatisi in seguito all'impatto di una grande meteorite ad alta velocità. Esse contengono frammenti di roccia di tipo A e di tipo B, oltre a vari tipi di vetri naturali, presumibilmente formati per fusione di frammenti rocciosi superficiali.

A proposito di vetro vulcanico, sul suolo lunare si sono osservati tre tipi di vetro che si differenziano secondo i alasti contenuti all'interno, rispettivamente
· con frammenti vescicolari grigi,
· con frammenti angolosi, incolori o con sfumature brune, gialle o arancio oppure
· con forme sferoidali, ellissoidali di colore variabile dal rosso al bruno, al verde di grandezza intorno ai 100 micron.

Dove sono conservati i campioni lunari?Il Johnson Space Center della NASA a Houston (Texas, USA) conserva i campioni lunari riportati dalle missioni americane e li mette a disposizione per analisi: in totale 97000 campioni debitamente catalogati sono stati preparati per essere studiati e analizzati da scienziati appartenenti a più di 60 laboratori del mondo che continuano ora lo studio di questi campioni.
http://www.nasa.gov/centers/johnson/about/index.html

I minerali lunari
Durante le missioni lunari furono scoperti tre nuovi minerali:
· Tranquillityte
· Armalcolite
· Piroxferroite

La Pirroxferroite è stato il primo nuovo minerale identificato e il suo colore giallo brillante ne fa sicuramente il minerale più attraente tra quelli trovati sulla Luna. Contiene il 6% di calcio e piccole quantità di manganese, titanio e alluminio ed ha un'origine di bassa pressione e alta temperatura, formandosi per cristallizzazione da un residuo liquido ricco di ferro in rapido raffreddamento. È l’analogo lunare ferroso della pyroxmangite terrestre. Entrambe i minerali hanno formula (Mn, Fe) Si O3, tuttavia la pyroxmangite non contiene mai più del 25 % di ferro, mentre la pyroxferroite è più ricca di questo metallo e non è mai stata trovata sulla Terra. La pyroxferroite è stata trovata nei basalti lunari ricchi di ferro e in particolare in quelli dei mari lunari.

L'Armalcolite, il secondo nuovo minerale identificato nei campioni lunari, ha ricevuto il proprio nome dai tre astronauti dell'Apollo 11, Armstrong, Aldrin e Collins. E' stato trovato in rocce cristalline e nelle brecce sotto forma di piccole aree rettangolari di dimensioni massime di 100-130 micron di colore grigio in luce riflessa. E’ un ossido lunare e ha formula (Mg, Fe) Ti2O5.

Il nome Tranquillityite viene dal Mare della Tranquillità, luogo dell’allunaggio dell’Apollo 11. Il minerale è stato trovato all’interno dei basalti nei mari lunari. I cristalli di tranquillityite si presentano come strisce sottili e appiattite. Questo minerale è spesso associato all’apatite e alla pyroxferroite all’interno di piccole tasche e sembrano essere stati fra gli ultimi minerali che si sono formati. La Tranquillityite è translucida e non pleocroica. Vista in lamelle sottili e a luce trasmessa, appare di colore rosso profondo, o colore in relazione con la presenza di titanio.

Sono stati rilevati alcuni minerali silicati nelle rocce lunari, quali pirosseni, plagioclasi, feldspati , olivina, ilmenite, silice.
I pirosseni sono minerali frequenti nella crosta lunare. Lo studio delle lamelle dimostra il loro lento raffreddamento. Si è potuto dedurre che una colata di basalto di 6 metri di spessore situata nel luogo dell’allunaggio dell’Apollo 15 si era raffreddata a una velocità di 0,2-1,5 gradi per ora.

I plagioclasi sono i minerali più abbondanti delle rocce costituenti la crosta lunare. Sono generalmente poveri in sodio anche se plagioclasi più sodici sono stati trovati nelle formazioni delle highlands lunari (catene montagnose lunari) e in particolare nelle rocce arricchite di potassio (K), in terre rare (= Rare Earth Elements o REE) e di fosforo (P) che sono raggruppate sotto l’appellativo KREEP.

All’interno dei basalti dei mari lunari, le olivine hanno una composizione che va dal 30 all’80% in forsterite (termine magnesico delle olivine). Le olivine più ferrose, o fayaliti, sono più rare.
Rispetto alle olivine terrestri, il cromo è più abbondante nelle olivine lunari (fino a 0,6 % in peso), particolarità dovuta al debole grado di ossidazione del cromo (bivalente) in relazione con la debole pressione parziale dell’ossigeno al momento formazione dei basalti dei mari lunari.

Nelle rocce lunari, la silice cristallizza sotto forma di quarzo, di tridimite o di cristobalite. È molto più rara che nella crosta terrestre, a causa dell’evoluzione della crosta lunare con un debole sviluppo della differenziazione magmatica e il contenuto inferiore in acqua.
È interessante costatare che forme di alta pressione della silice, quali la coesite e la stishovite, sono state trovate sulla Terra in relazione ad impatti meteorici, ma questi minerali non sono stati identificati ancora oggi sulla Luna. La mancanza è verosimile poiché la silice è rara sulla Luna e in ambiente lunare la silice fusa evapora assai rapidamente.
I minerali lunari del gruppo della silice si concentrano essenzialmente nelle rocce arricchite in KREEP. Il quarzo è stato trovato solo in rare schegge di cristalli aghiformi.

Anche se piccoli e difficili da studiare, gli zirconi lunari sono importanti per datare i campioni lunari, in particolare le rocce molto antiche che costituiscono le montagne della Luna. La fonte principale di zirconi lunari sono i graniti lunari a elevato tenore di silice, che sembrano particolarmente rari. Il campione 15405, costituito da una breccia composta di monzodiorite a quarzo, si è rivelata possedere un tenore in zirconi pari allo 0,6 %.
Tuttavia la maggior parte degli zirconi lunari si trova in grani isolati nei suoli e nelle brecce lunari, fenomeno dovuto alla rarità dei graniti lunari e alla longevità degli zirconi. Sono stati ugualmente trovati in inclusioni metamorfiche all’interno di basalti, dove derivano verosimilmente da un’iniziale Tranquillityite.

Il ferro è stato rinvenuto come minerale accessorio associato alla Troilite (FeS), molto rara sulla Terra, anch’essa minerale accessorio ma piuttosto comune in tutti i tipi di roccia lunare sotto forma di goccioline allungate o ovoidali o come piccole masse interstiziali delle dimensioni massime di 0.3 mm.
Associato alla Troilite, è stato trovato anche il rame nativo, mentre, incluso in grani di ferro, è stata individuata la presenza di stagno. Una lega rame - zinco (ottone), con tenore di rame variabile dal 55% al 70%, è stata scoperta senza però avere corrispondenza all'analogo composto d'origine terrestre, dove lo zinco è sempre molto scarso.

Gli Spinelli nelle rocce lunari so­no stati individuati con composi­zioni altamente variabili in tutti i tipi di rocce, generalmente in gra­ni di 100-200 micron. A differen­za degli equivalenti terrestri, con­tengono elevato valore di Titanio e di Alluminio.

Lunar Mineralogy :
http://curator.jsc.nasa.gov/lunar/letss/Mineralogy.pdf

Major phases
Plagioclase (silicato) Ca2Al2Si2O8
Pyroxene (silicato) (Ca,Mg,Fe)2Si2O6
Olivine (silicato) (Mg,Fe)2SiO
Ilmenite (ossido) FeTiO3
Minor phases
Iron Fe (elementi nativi) (Ni,Co)
Troilite (solfuro) FeS
Silica SiO2
Chromite-spinel (ossidi) FeCr2O4-Fe2TiO4
Apatite (fosfato) Ca5(PO4)(F,Cl)
Rutile TiO2
Ternary feldspar (Ca,Na,K)AlSi3O8
K-feldspar (K,Ba)AlSi3O8
Zircon (silicato) (Zr,Hf)SiO4
New minerals
Armalcolite (ossido) (Mg,Fe)(Ti,Zr)2O5
Tranquillityite Fe8(Zr,Y)2Ti3Si3O24
Pyroxferroite CaFe6(SiO3)7

Curiosità mineralogiche
I Granati
La NASA ritiene che i granati trovati nei campioni riportati dalla Luna possano essere il risultato di una contaminazione e in questo caso non sono di origine lunare.

Per approfondire:
La Missione SMART 1 e il futuro delle imprese lunari:
http://www.esa.int/esaCP/SEMOBD7LURE_Italy_0.html